L’inaugurazione delle nuove apparecchiature, destinate ai Punti territoriali di emergenza di Pachino e Rosolini, nata per valorizzare un importante investimento nella sanità della zona sud della provincia di Siracusa, si è trasformata in un caso politico.
Al centro delle contestazioni c’è la gestione degli inviti istituzionali da parte del commissario straordinario dell’Asp di Siracusa, Gioacchino Iraci, accusato di aver coinvolto soltanto una parte della rappresentanza politica provinciale.
La cerimonia, prevista per presentare le nuove dotazioni tecnologiche destinate a rafforzare i servizi di emergenza cardiologica nei Pte del Distretto sanitario di Noto, avrebbe dovuto rappresentare un momento di collaborazione tra istituzioni. Invece, già alla vigilia dell’evento, la scelta dei destinatari degli inviti ha acceso un vivace dibattito.
Nella prima comunicazione ufficiale diffusa dall’Asp risultavano invitati il prefetto di Siracusa, i deputati regionali Riccardo Gennuso (Forza Italia) e Tiziano Spada (Partito Democratico), i sindaci di Pachino e Rosolini e i rappresentanti sanitari direttamente coinvolti nel progetto. I due parlamentari regionali erano stati indicati perché firmatari dell’emendamento che ha consentito di reperire le risorse economiche necessarie all’acquisto delle nuove apparecchiature.
Nel testo dell’invito il commissario Iraci sottolineava il valore dell’iniziativa, definendola un appuntamento di particolare rilievo dal punto di vista istituzionale, sociale e sanitario. La presenza delle autorità invitate, si leggeva nella nota, avrebbe rappresentato una testimonianza della collaborazione tra le istituzioni a tutela della salute pubblica.
L’assenza dagli inviti di tutti gli altri rappresentanti parlamentari della provincia non è però passata inosservata. Tra gli esclusi figuravano i deputati nazionali Luca Cannata e Filippo Scerra, il senatore Antonio Nicita e i deputati regionali Giuseppe Carta e Carlo Gilistro, oltre ad altri amministratori locali che da tempo seguono le vicende della sanità siracusana.
Le critiche, arrivate da diversi ambienti politici, hanno spinto il commissario dell’Asp a fornire una spiegazione. Iraci ha chiarito che, nelle intenzioni iniziali, la presentazione delle nuove apparecchiature avrebbe dovuto svolgersi come un incontro interno all’azienda sanitaria, riservato principalmente ai parlamentari che avevano sottoscritto l’emendamento determinante per ottenere il finanziamento.
Successivamente, preso atto della rilevanza assunta dall’iniziativa e dell’interesse suscitato sul territorio, il commissario ha annunciato l’estensione degli inviti anche agli altri rappresentanti istituzionali della provincia, correggendo così l’impostazione iniziale.
La precisazione, tuttavia, non è bastata a spegnere le polemiche. Numerosi esponenti politici hanno ritenuto poco opportuna la scelta originaria, sostenendo che un investimento destinato a migliorare i servizi sanitari di un intero territorio avrebbe richiesto fin dall’inizio il coinvolgimento di tutta la rappresentanza istituzionale, senza distinzioni.
Tra le reazioni più nette c’è stata quella del sindaco di Priolo Gargallo, Pippo Gianni, che ha espresso forte perplessità per l’esclusione iniziale dei sindaci della provincia e di gran parte dei parlamentari siracusani.
L’episodio riaccende così il confronto sui rapporti tra l’Asp e il mondo politico, proprio mentre l’azienda sanitaria è impegnata nel rafforzamento della rete dell’emergenza sul territorio. Un progetto nato per migliorare l’assistenza ai cittadini della zona sud della provincia rischia ora di essere ricordato soprattutto per le tensioni istituzionali che hanno accompagnato la sua presentazione.