Siracusa. Emergenza idrica, Cavallaro chiama in causa il Comune e Aretusacque

di Redazione

l consigliere comunale chiede un numero dedicato alle segnalazioni, autobotti per le zone colpite e chiarimenti sui disservizi dopo il cambio di gestione. Annunciato anche il coinvolgimento della Prefettura

La crisi dell’acqua a Siracusa continua ad alimentare proteste e preoccupazione. Tra interruzioni dell’erogazione, cali di pressione e difficoltà nel ripristino della normalità, cresce il malcontento dei cittadini, che lamentano anche l’impossibilità di ottenere informazioni tempestive dal gestore. Sulla vicenda interviene il consigliere comunale Paolo Cavallaro, che sollecita misure urgenti e chiama in causa sia Aretusacque che l’amministrazione comunale.

Uno dei problemi segnalati riguarda proprio i contatti con il gestore. Diversi utenti, attraverso i social, riferiscono di aver atteso al telefono anche per quasi un’ora senza ricevere risposta. Una situazione che, secondo Cavallaro, rende necessario predisporre un sistema alternativo per raccogliere le richieste di aiuto e fornire indicazioni chiare a chi si trova improvvisamente senza acqua.

La proposta rivolta al Comune è quella di attivare immediatamente un numero dedicato all’emergenza idrica, attraverso il quale ricevere le segnalazioni, individuare le situazioni più critiche e fare da collegamento diretto con Aretusacque. Particolare attenzione dovrebbe essere riservata agli anziani, alle persone con disabilità e alle famiglie che affrontano difficoltà anche nelle più semplici necessità quotidiane.

Il consigliere chiede inoltre di predisporre un adeguato servizio sostitutivo con autobotti e il coinvolgimento della Protezione civile nelle aree maggiormente interessate dai disservizi. Secondo quanto riferito da Cavallaro, non risulterebbero attivate misure sufficienti a garantire assistenza ai cittadini rimasti senz’acqua.

Bollette regolari, ma quali tutele per gli utenti?

Alla questione dell’emergenza si aggiunge quella dei diritti dei consumatori. Mentre le fatture continuano ad arrivare, gli utenti devono fare i conti con interruzioni e condizioni di erogazione che, in alcuni casi, rendono difficoltoso il normale utilizzo degli impianti domestici.

Cavallaro chiede quindi di chiarire quali indennizzi siano previsti quando il servizio viene sospeso o fornito in maniera inadeguata per periodi prolungati. Una richiesta che si accompagna alla necessità di garantire informazioni accessibili e procedure efficaci per chi deve segnalare un problema o chiedere assistenza.

Nel mirino finisce anche la gestione politica dell’emergenza. Il consigliere manifesta perplessità per l’assenza di una comunicazione pubblica del sindaco Francesco Italia rivolta ai cittadini alle prese con i disagi. Dopo le dimissioni degli assessori, ricorda Cavallaro, sul primo cittadino ricadono anche le relative deleghe, compresa quella alla Protezione civile, oltre a quella del servizio idrico già mantenuta. Italia ricopre inoltre la presidenza dell’ATI idrico.

Da qui la richiesta di rendere noto se siano stati avviati contatti con Aretusacque per ottenere spiegazioni sulle cause delle interruzioni, sui tempi di ripristino e sulle misure previste per evitare il ripetersi delle criticità. Se ci sono stati interventi, sostiene il consigliere, è opportuno comunicarne alla città gli esiti e le risposte ricevute.

Cavallaro annuncia, intanto, di voler interessare anche la Prefettura, affinché venga valutata la possibilità di un coordinamento istituzionale adeguato alla gravità della situazione.

Il nodo del cambio di gestione

Un altro punto sollevato riguarda l’andamento del servizio dopo il passaggio ad Aretusacque, avvenuto il 25 giugno 2026. Il consigliere riconosce che l’obsolescenza delle condutture rappresenta una criticità preesistente e ricorda che guasti si verificavano anche durante la precedente gestione SIAM.

La questione, tuttavia, riguarda la frequenza dei disservizi registrati negli ultimi mesi e i tempi necessari per riportare l’erogazione alla normalità. Cavallaro chiede pertanto al gestore di illustrare eventuali cambiamenti nelle procedure operative, nelle modalità di individuazione dei guasti, nelle manovre sulla rete e nelle tecniche di intervento.

Non si tratta, precisa il consigliere, di formulare conclusioni senza disporre dei dati tecnici, ma di ottenere spiegazioni puntuali su quanto stia accadendo. La sola vetustà delle tubazioni non può esaurire il confronto sulle cause delle criticità.

Un cronoprogramma pubblico per la rete idrica

Oltre alle misure immediate, viene richiesta una programmazione degli interventi consultabile dai cittadini. La proposta comprende una mappatura delle principali criticità, l’indicazione dei lavori già eseguiti e di quelli ancora da realizzare, le priorità individuate e le relative scadenze.

Cavallaro rinnova inoltre l’invito ad Aretusacque e all’ATI idrico a riferire in Consiglio comunale sullo stato della rete e sul piano degli interventi. L’obiettivo è portare la questione in una sede pubblica, nella quale possano essere forniti chiarimenti e assunti impegni verificabili.

Nel frattempo, la richiesta rivolta alle istituzioni resta legata alle necessità più immediate: garantire un canale di comunicazione funzionante, organizzare il rifornimento sostitutivo nelle zone colpite, assistere le persone più vulnerabili e assicurare un collegamento costante tra amministrazione comunale e gestore.

La crisi politica che interessa Palazzo Vermexio, conclude il consigliere, non deve compromettere la capacità di risposta dell’amministrazione. Per i cittadini che attendono il ritorno dell’acqua nelle proprie abitazioni, la priorità è una sola: conoscere i tempi del ripristino e poter contare su un’assistenza concreta.

24 Ottobre 2026 | 10:18
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