Siracusa. Disastro rifiuti, chiude Centro raccolta Targia: «La responsabilità di chi non ha garantito il servizio»

di Redazione

Fratelli d'Italia: «Dobbiamo rassegnarci all’idea che a Siracusa la raccolta differenziata incida pesantemente»

«E dopo la chiusura di quello di via Elorina dal primo aprile la città di Siracusa resta senza centro di raccolta fisso, con gravi disagi per tutti i cittadini e con particolare penalizzazione per le ex frazioni di Cassibile e Belvedere e le zone balneari, già raggiunte da un servizio non soddisfacente.

«Non c’è dubbio che qualsiasi sia la ragione dell’immediata ed improvvisa chiusura, sono evidenti responsabilità da parte di qualcuno o di qualche Ente che non è riuscito a garantirne l’apertura senza soluzione di continuità. Si legge su un quotidiano online della scadenza dell’AUA (l’Autorizzazione Unica Ambientale), della necessità di una conferenza di servizi, di pareri di Arpa e Comune, di un decreto che il Libero Consorzio dei Comuni dovrebbe emettere e della successiva autorizzazione del Suap.

«La differenziata a Siracusa non funziona e non da ora. Ci sono parti della città che non sono ancora pienamente raggiunte dal servizio, zone che sono afflitte dalla piaga delle discariche abusive. «Vorremmo sapere quanti sono gli utenti TARI e quanti, invece, vivono nell’ombra, non censiti, liberi di buttare i rifiuti dove vogliono.

«Vorremmo sapere quali sono i ricavi economici dal riciclo dei rifiuti differenziati, quali azioni abbia individuato l’Amministrazione comunale per scovare gli evasori e per recuperare gli arretrati non corrisposti, per eliminare le discariche in città, per ridurre i costi pro capite per i cittadini. Ci saremmo aspettati una riduzione consistente, visto che le percentuali di raccolta differenziata sono aumentate rispetto agli anni scorsi; oppure dobbiamo rassegnarci all’idea che a Siracusa la raccolta differenziata, utile sotto il profilo ambientale, sia un onere destinato ad incidere sempre e pesantemente sulle tasche dei cittadini?

«Ci saremmo aspettatati una campagna informativa adeguata che avesse convinto anche i più scettici sull’opportunità della raccolta differenziata, sia dal punto di vista ambientale che da quello economico.
«Ed invece nulla di tutto questo, e l’assenza del consiglio comunale contribuisce ad ammorbare l’area di un insopportabile silenzio, serbato da un’amministrazione stanca, che si trascina nervosamente verso le prossime competizioni elettorali del Sindaco.

«Non ci resta che affidarci ai CCR mobili (non per tutti i tipi di rifiuti!!) e alla tempestività di intervento del Commissario del Libero Consorzio, con l’augurio che sappia sollecitare tutti gli Enti coinvolti ad una rapida definizione dei passaggi burocratici e alla rapida riapertura dell’unico CCR, che continuerebbe ad avere, comunque, le stesse criticità che abbiamo già altre volte denunciato a partire dalle lunghe code per il conferimento.

«Resta comunque la responsabilità di chi non ha garantito il mantenimento dell’apertura del CCR, di chi probabilmente ha tardato in provvedimenti e pareri; i prossimi giorni ci aiuteranno a capire di più augurandoci che chi di dovere faccia totale chiarezza in nome dei principi di trasparenza che dovrebbe informare ogni azione amministrativa». Lo affermano: Paolo Cavallaro, presidente Circolo Aretusa Fratelli d’Italia;
Samanta Ponzio presidente Circolo Atreju e Franco Implatini, presidente Circolo Bartolo Implatini.

31 Marzo 2022 | 10:54
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