Siracusa. «Dimettiti, hai fallito», La Vardera demolisce il sindaco Italia: «Ha già pronta la poltrona, basta ingannare i cittadini»

di Anthony Maria Bianca

Davanti a una platea gremita, Ismaele La Vardera, lancia un durissimo attacco a Palazzo Vermexio. Il leader di Controcorrente mette il primo cittadino davanti alle proprie responsabilità e solleva il caso delle possibili dimissioni strategiche prima della fine del mandato, con lo sguardo rivolto a nuovi scranni istituzionali. Sullo sfondo incombe la mozione di sfiducia del 18 novembre, mentre la polemica politica si infiamma: “Non può continuare a prendere in giro una comunità già martoriata da promesse a vuoto”

Il clima politico aretuseo si surriscalda vertiginosamente, trasformandosi in una miscela ad alto potenziale esplosivo. A ridosso della fatidica scadenza del 18 novembre, data cerchiata in rosso per l’esame della mozione di sfiducia, la trincea di Palazzo Vermexio trema sotto i colpi sferrati da Ismaele La Vardera.

Il leader di Controcorrente, sbarcato in città per un’assemblea gremita all’inverosimile – con oltre centinaia di cittadini assiepati anche fuori dai locali e l’asse dei deputati regionali Gilistro, Marano e De Leo a fare quadrato al suo fianco – ha scelto la linea del martello pneumatico, inchiodando il primo cittadino a responsabilità politiche e manovre di corridoio.

Il rebus delle dimissioni e l’asse con Calenda

Il piatto forte della requisitoria è un vero e proprio aut aut lanciato al sindaco Francesco Italia. Nel mirino c’è la strategia d’apparato che, secondo i calcoli di La Vardera, vedrebbe il capo dell’amministrazione comunale già con le valigie pronte e un’intesa di ferro cucita con Carlo Calenda.

«La smetta di prendere in giro una comunità già fin troppo martoriata da promesse a vuoto. Lo sfido pubblicamente a smentire questa ricostruzione: se ha il coraggio di giurare oggi che porterà a termine la consiliatura senza saltare il fosso verso Roma o Palermo, io verrò qui a Siracusa a fare pubbliche scuse ammettendo il mio errore. Ma pretendo chiarezza, senza se e senza ma», tuona La Vardera.

Dietro la scalpitante impazienza del primo cittadino nel non chiudere la porta a future candidature, liquidate finora con un generico quanto scontato “è presto”, si celerebbe, secondo l’analisi del movimento, un preciso calcolo aritmetico-elettorale. Sfruttando la corsia preferenziale delle dimissioni anticipate prima della soglia critica dei sei mesi – termine ridotto a tre per la finestra regionale o nazionale – Italia potrebbe garantirsi un comodo scranno istituzionale, infischiandosene del mandato amministrativo affidatogli dai siracusani.

Dalle ambizioni romane al caos giudiziario

Ma l’affondo non si limita al risiko delle poltrone. La Vardera allarga lo zoom sulla fallimentare gestione amministrativa e sulle scorie giudiziarie che continuano a scuotere le fondamenta di Palazzo Vermexio, a cominciare dagli strascichi dell’inchiesta Nexus. La linea della non-conoscenza sbandierata dal sindaco Italia viene fatta a pezzi con sarcasmo tagliente: «Il povero sindaco casca dal pero. Il vero dramma istituzionale è proprio questo: ci viene a raccontare di non sapere nulla, certificando in questo modo una totale perdita di controllo sulla città che dovrebbe governare. Ed è una circostanza gravissima».

Tra accuse di immobilismo, scricchiolii della macchina burocratica e un asse centrista sempre più nell’occhio del mirino, la kermesse di Controcorrente suona come una spietata campana a morto per l’esecutivo locale.

Le opposizioni serrano le fila e, mentre il conto alla rovescia per la resa dei conti in aula del 18 novembre entra ufficialmente negli sgoccioli, per Francesco Italia la strada si fa ogni giorno più in salita.

di Anthony Maria Bianca 01 Novembre 2026 | 20:37
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