Foto tratta dai social del SiracusaLo stadio “Massimino” è una bolgia rossazzurra, cornice degna del derby di Sicilia tra Catania e Siracusa. Una sfida dal sapore antico, che questa volta ha il sapore del testacoda: i padroni di casa con 12 punti a caccia di conferme, gli azzurri di Turati inchiodati a quota 3 e alla disperata ricerca di punti salvezza.
Finisce 2-0 per il Catania, al termine di un match che ha mostrato tutte le difficoltà offensive del Siracusa e la solidità, soprattutto mentale, dei rossazzurri.
Primo tempo: Lunetta rompe subito l’equilibrio
Il derby si accende già al 5’: Di Tacchio recupera palla nella zona calda della trequarti e serve Lunetta, bravo a eludere l’intervento della difesa e a battere Farroni con freddezza. È il gol che spacca l’equilibrio iniziale, in un avvio tutto sommato alla pari.
Il Catania, spinto dal pubblico, cresce d’intensità e al 16’ sfiora il raddoppio con una conclusione potente che Farroni respinge con prontezza. Il Siracusa prova a reagire e si affida a Limonelli, protagonista di un episodio dubbio in area: Turati invoca il check FVS per un presunto fallo, ma il VAR non interviene.
La squadra di Lucarelli continua a premere: al 27’ Casasola mette i brividi con un destro sul fondo, poi al 31’ è Candiano a compiere un autentico miracolo difensivo, strappando il pallone all’attaccante catanese a due passi dalla porta.
Il Siracusa si affaccia in avanti al 38’, complice un’incertezza di Jimenez: Limonelli conclude, ma la mira è imprecisa. Prima dell’intervallo è ancora il Catania a creare: prima Lunetta e poi Casasola impegnano Farroni, che tiene in vita gli azzurri. Si va negli spogliatoi sull’1-0.
Ripresa: il raddoppio spegne le speranze azzurre
Nella ripresa, il Siracusa prova a riorganizzarsi, ma l’imprecisione e una manovra troppo prevedibile rallentano la rincorsa. Al 58’ Parigini, schierato titolare da Turati, lascia il campo per Molina, al rientro dopo un lungo stop. È il momento migliore per gli ospiti, che alzano il baricentro e spingono con più convinzione.
Ma nel calcio, come spesso accade, chi non segna subisce. E così al 63’, in piena pressione siracusana, è Ierardi a trovare il raddoppio con un destro chirurgico da fuori area, che spegne le residue speranze azzurre.
Il Siracusa prova la svolta, inserendo Frisenna per Gudelevicius, ma la musica non cambia. Un nuovo episodio dubbio nell’area siracusana viene valutato dal FVS: ancora una volta, nessun intervento da parte della tecnologia.
Nel finale, Molina è costretto al cambio per un colpo alla testa: dentro Capanni. Al 79’, un errore di Limonelli innesca la ripartenza di Caturano, ma Puzone chiude in extremis in angolo. L’arbitro viene richiamato per l’ennesimo check VAR, stavolta per un presunto fallo su Capanni: anche qui, tutto regolare.
Nel convulso recupero di 7’, l’ultima fiammata è ancora del Catania: Caturano si presenta davanti a Farroni, che salva con un intervento prodigioso, evitando un passivo più pesante.
Il verdetto: Catania in controllo, Siracusa troppo sterile
Il derby se lo prende il Catania. La squadra di Lucarelli ha dimostrato maggiore brillantezza, organizzazione e cinismo. Il Siracusa ha faticato a costruire gioco, troppo spesso prevedibile e impreciso nella trequarti offensiva. La classifica si fa pesante per gli uomini di Turati, chiamati ora a un cambio di passo immediato. Al “Massimino” invece si festeggia: il derby è rossazzurro.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

