Esposto di Italia Nostra

Siracusa. Bomba al Castello Maniace, svenduto ai privati tra abusi e danno erariale: denuncia a Procura e Corte dei Conti

di Anthony Maria Bianca

L’accusa è pesante come un macigno: dall'area monumentale trasformata in parcheggio irregolare al contestato progetto dei nuovi container, fino all’ipotesi di danno erariale e di gravi omissioni nella vigilanza. Una offensiva legale durissima, depositato un esposto-diffida senza precedenti: invocato il blocco immediato delle autorizzazioni, il sequestro delle aree interessate e la verifica di eventuali responsabilità davanti alla Magistratura

Un’area monumentale protetta dall’UNESCO e blindata dall’Articolo 9 della Costituzione ridotta a mero “asset aziendale” da liquidare in tribunale, tra cumuli di macerie, transennamenti selvaggi, scarichi fognari fantasma e il silenzio assordante delle istituzioni.

Non è lo scenario di una periferia abbandonata, ma la drammatica realtà in cui versa l’Ex Piazza d’Armi – Caserma Abela, pertinenza dello storico Castello Maniace di Siracusa.

A far scoppiare il caso è la sezione locale di Italia Nostra Onlus, che attraverso una durissima offensiva legale guidata dagli avvocati Corrado V. Giuliano e Salvatore Salerno ha depositato un esposto-diffida senza precedenti. Destinatari del siluro giudiziario: la Procura della Repubblica, la Corte dei Conti, l’Agenzia del Demanio, la Soprintendenza e il Comune di Siracusa. L’accusa è pesante come un macigno: tollerare la svendita speculativa del cuore storico della città, avallando abusi edilizi e un devastante danno erariale.

Il grande bluff del passaggio di mano: il demanio non è un mercato

La vicenda affonda le radici nella concessione di valorizzazione del 2017 (Rep. 208/2017) assegnata alla società “Senza Confine srl”, poi naufragata in una liquidazione giudiziale. Secondo la ricostruzione di Italia Nostra, la concessione era già morta e sepolta ben prima del fallimento, a causa di gravissimi inadempimenti: canoni d’affitto dello Stato non pagati dal 2020 al 2022 e polizze fideiussorie scadute.

Ciò nonostante, si sta consumando un vero e proprio “gioco delle tre carte” burocratico: il tentativo di trasferire questa concessione pubblica a una nuova società privata (la Essentia S.r.l.) facendola passare per un banale “ramo d’azienda” mediante atto notarile.

«Un’eresia giuridica e un insulto alla città – tuonano i legali di Italia Nostra Una concessione di valorizzazione culturale non è un furgone aziendale che si può cedere al miglior offerente in tribunale. Deve promuovere la cultura, non lo sfruttamento commerciale intensivo o la privatizzazione strisciante. Le Istituzioni stanno abdicando al proprio ruolo di garanzia, svendendo l’identità storica di Siracusa».

Un anno di fango: parcheggi abusivi e risposte “ridicole”

Le documentazioni fotografiche allegate all’esposto parlano chiaro. Da oltre un anno la Piazza d’Armi è sprofondata nel degrado più assoluto: mancanza di illuminazione, incuria del verde, sporcizia accumulata e transenne fatiscenti. Il sito monumentale è stato di fatto declassato a un parcheggio abusivo.

Di fronte a questo scempio, la risposta dell’Agenzia del Demanio dello scorso maggio viene definita dall’associazione come “evasiva, generica e offensiva per l’intelligenza dei cittadini”. Limitarsi a dichiarare di “prestare costante attenzione” e compiere una “vigilanza ordinaria” mentre un patrimonio nazionale viene deturpato sotto gli occhi di tutti significa, per gli attivisti, rendersi complici del disastro.

Lo scandalo dei container: spuntano le carte false su scarichi e cucine

Ma il punto più inquietante dell’atto d’accusa riguarda il nuovo progetto presentato dalla società subentrante. Italia Nostra denuncia una vera e propria falsa rappresentazione dello stato dei luoghi, un espediente per aggirare i vincoli igienico-sanitari e ambientali.

Nelle relazioni tecniche si afferma che i nuovi moduli prefabbricati (container destinati a servizi igienici e altre attività) utilizzeranno gli scarichi fognari già autorizzati nel 2018. Una falsità clamorosa. I documenti storici dimostrano che quella vecchia autorizzazione era strettamente limitata a un singolo water interno ai locali. Per tre anni, la precedente gestione è stata costretta a usare bagni chimici mobili proprio perché non esistevano allacci fognari esterni per grandi cubature. Ora, non solo si vuole triplicare la mole di scarichi senza rete fognaria adeguata, ma il nuovo progetto prevede persino l’eliminazione dell’unico WC originariamente autorizzato.

Non è tutto: nel progetto spunta anche l’ombra di una cucina industriale. Un’opera totalmente illegittima, considerando che la stessa Soprintendenza di Siracusa, con nota prot. 6212 del 2018, aveva già vietato tassativamente qualsiasi attività di ristorazione, dichiarandola incompatibile con la natura monumentale del Castello Maniace e autorizzando esclusivamente la funzione di bar.

L’ultimatum alla Procura e al Comune: «Intervenite ad horas o scatteranno le denunce per omissione»

L’offensiva di Italia Nostra si sviluppa su tre distinti fronti istituzionali e giudiziari, senza lasciare spazio a mediazioni.

Alla Procura della Repubblica l’associazione chiede il sequestro immediato delle aree interessate e l’apertura di un fascicolo penale per il presunto danneggiamento del patrimonio archeologico e storico-artistico nazionale, sollecitando inoltre di accertare le eventuali responsabilità legate a quelle che definisce sanatorie “facili”, che gli enti pubblici starebbero tentando di portare avanti senza un’adeguata istruttoria sugli abusi contestati.

Alla Corte dei Conti è stato invece presentato un esposto per presunto danno erariale e danno all’immagine della città: secondo l’associazione, lo Stato, anziché acquisire il bene, escutere le fideiussioni e procedere con una gara pubblica trasparente, starebbe consentendo di fatto il trasferimento di un bene ritenuto inalienabile a soggetti privati, consolidando al tempo stesso situazioni di insolvenza finanziaria.

Sul fronte amministrativo, infine, Italia Nostra ha chiesto al Comune e all’Asp di Siracusa di respingere ogni richiesta di autorizzazione o permesso di costruire nell’ambito delle procedure SUE e SUAP e di disporre l’immediato invio di ispettori per fermare i cantieri, sostenendo che gli scarichi dei container potrebbero compromettere l’area.

La pazienza dei cittadini e delle associazioni è finita. Se le istituzioni non bloccheranno immediatamente questa speculazione selvaggia revocando la concessione, Italia Nostra adirà le superiori autorità giurisdizionali, trascinando i funzionari inerti davanti ai magistrati per omissione di atti d’ufficio. Il Castello Maniace non è in vendita.

di Anthony Maria Bianca 09 Luglio 2026 | 07:05
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