ScreenshotL’acqua non è ancora tornata regolarmente in tutte le utenze di Ortigia, nonostante l’annuncio della conclusione delle riparazioni. È questa la situazione denunciata dal consigliere comunale Paolo Cavallaro, che riferisce di continuare a ricevere segnalazioni da parte di famiglie e attività commerciali alle prese con un servizio idrico ancora interrotto o insufficiente.
Una situazione che riporta al centro dell’attenzione la gestione di Aretusacque, chiamata a garantire un servizio essenziale per i residenti e per il tessuto economico della città. Secondo Cavallaro, le comunicazioni relative alla fine dei lavori non sembrerebbero coincidere con quanto continuano a segnalare diversi utenti, alcuni dei quali avrebbero contattato il pronto intervento ricevendo rassicurazioni sulla conclusione degli interventi senza tuttavia ritrovare l’acqua nelle proprie abitazioni.
Il consigliere pone anche una domanda sulla gestione dell’emergenza: perché, a fronte di giorni di disagi, non sarebbero stati garantiti adeguati servizi sostitutivi? Tra le criticità segnalate figura proprio la mancata presenza, nelle zone interessate dalle interruzioni, di autobotti a supporto delle utenze rimaste senza erogazione.
La rete idrica e la necessità di programmare gli interventi
Cavallaro non considera il singolo guasto l’unico elemento da approfondire. A destare preoccupazione è soprattutto la ripetizione delle interruzioni e il tempo necessario per ripristinare condizioni di normalità. Anche durante la precedente gestione di SIAM, ricorda il consigliere, si erano verificati problemi e rotture, ma la frequenza delle criticità registrate negli ultimi mesi richiederebbe una valutazione più approfondita.
Aretusacque, subentrata nella gestione del servizio il 25 giugno scorso, è ora chiamata, secondo Cavallaro, a superare la fase iniziale e a dimostrare la capacità di affrontare in maniera organica le fragilità della rete.
Condotte obsolete, interruzioni elettriche e colpi d’ariete sono tra i problemi indicati come possibili fattori di criticità. Per il consigliere, non è più sufficiente intervenire quando si verifica un guasto: occorre definire una strategia di manutenzione e ammodernamento, con obiettivi chiari e tempi verificabili.
Da qui la richiesta di un cronoprogramma pubblico che individui i tratti più vulnerabili della rete, gli interventi già realizzati, le opere ancora da avviare e le priorità stabilite. Un documento che permetta ai cittadini di conoscere in anticipo le azioni previste e di verificare, successivamente, se gli impegni assunti siano stati rispettati.
Il nodo della trasparenza e della natura giuridica
Accanto all’emergenza idrica, resta aperta anche la questione della qualificazione giuridica di Aretusacque e del quadro normativo applicabile alla società.
Su questo punto Cavallaro condivide l’iniziativa dell’onorevole Luca Cannata, volta a ottenere maggiore chiarezza sulla natura della società e sulle disposizioni cui deve attenersi. Una questione che, sottolinea il consigliere, non può essere liquidata come un semplice adempimento formale: dalla corretta qualificazione giuridica discendono infatti obblighi e regole in materia di trasparenza, controlli, affidamenti e assunzioni del personale.
Il tema richiede dunque risposte puntuali, capaci di chiarire il perimetro delle responsabilità e gli obblighi che accompagnano la gestione di un servizio pubblico fondamentale.
La richiesta di un confronto in Consiglio comunale
Per fare il punto sulla situazione, Cavallaro propone che Aretusacque e ATI illustrino in Consiglio comunale le condizioni della rete idrica e il programma degli interventi previsti.
L’obiettivo, precisa, non sarebbe quello di trasformare il confronto in un processo nei confronti dei gestori, ma di offrire alla città un quadro complessivo, documentato e accessibile. Un’occasione per comprendere quali siano le criticità più urgenti, quali risorse siano state destinate alla loro soluzione e quali tempi siano necessari per ottenere risultati concreti.
La richiesta arriva in una fase delicata anche per le attività economiche di Ortigia. Ristoranti, bar, alberghi e bed and breakfast devono poter assicurare servizi adeguati ai clienti, senza essere costretti a fare i conti con interruzioni prolungate e incertezze sui tempi di ripristino.
Per una città che punta fortemente sul turismo, la mancanza d’acqua nelle strutture ricettive rappresenta un problema che va oltre il disagio quotidiano: rischia di compromettere la qualità dell’accoglienza e l’immagine del territorio agli occhi dei visitatori.
Il messaggio finale del consigliere è netto: la pazienza dei cittadini non può sostituire una gestione efficiente della rete. Gli annunci sulla conclusione delle riparazioni, da soli, non bastano a restituire fiducia. La vera verifica arriva nelle case e nelle attività commerciali, quando il servizio torna effettivamente disponibile.
Perché, al di là delle comunicazioni ufficiali e degli impegni dichiarati, la richiesta dei cittadini resta elementare: aprire il rubinetto e trovare l’acqua.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

