Una biblioteca non è fatta soltanto di scaffali e libri: è il luogo dove una comunità custodisce la propria memoria, costruisce il proprio presente e immagina il proprio futuro. È uno spazio in cui la conoscenza diventa patrimonio condiviso, il confronto alimenta nuove idee e la cultura trova una dimensione concreta nella vita quotidiana dei cittadini.
È da questa consapevolezza che nasce la riflessione di Giovanni Sallicano, giurista e osservatore attento della vita pubblica siracusana, che interviene sul valore dei presìdi culturali e sul futuro della biblioteca comunale di Siracusa, lanciando un appello alle istituzioni affinché scelte amministrative e programmazione culturale siano orientate alla tutela di un patrimonio storico e intellettuale che appartiene all’intera comunità.
“Biblioteca e cultura. Cultura e biblioteca. Biblioteca è cultura. Cultura è biblioteca”. Con questa affermazione Sallicano sintetizza il senso più profondo del suo intervento, ponendo al centro del dibattito il ruolo delle biblioteche come strumenti fondamentali per la crescita civile, educativa e sociale di una città.
Per il giurista, infatti, “conservare e alimentare la biblioteca significa tutelare e garantire la cultura, l’istruzione, il sapere collettivo”. La biblioteca non è dunque soltanto un luogo destinato alla conservazione dei libri, ma un organismo vivo, capace di generare relazioni, conoscenza e partecipazione. È lo spazio nel quale si incontrano opinioni, esperienze e sensibilità diverse, dando vita a quello scambio virtuoso che alimenta il progresso culturale.
Secondo Sallicano, dalla vitalità delle biblioteche si può misurare il grado di civiltà di una comunità. La possibilità di accedere a pagine preziose, antiche e moderne, significa mantenere vivo il legame con la memoria storica e offrire ai cittadini strumenti per comprendere il presente e costruire il futuro. “La biblioteca è un’incubatrice di speranze, di futuro, di ricchezza individuale e sociale”, sottolinea.
Una funzione che, secondo il legale, richiede un impegno costante delle istituzioni pubbliche. L’intervento dell’ente comunale viene considerato essenziale per preservare, mantenere e accrescere il patrimonio culturale e intellettuale della città. “Il Comune non può disinteressarsi, non può voltarsi dall’altra parte, non può inaridire l’offerta sbarazzandosi dei presìdi culturali”, afferma Sallicano, evidenziando il rischio che il progressivo impoverimento degli spazi dedicati alla conoscenza possa tradursi in una perdita di identità e partecipazione collettiva.
Nel suo ragionamento il giurista richiama anche un esempio emblematico: il Premio di Filosofia “Viaggio a Siracusa”, nato nel 1998 grazie ai professori Roberto Fai ed Elio Cappuccio e promosso dal Collegio Siciliano di Filosofia. Un’iniziativa che aveva rappresentato una significativa esperienza nel panorama filosofico nazionale, con giurie presiedute da figure di assoluto prestigio come Remo Bodei e Umberto Curi, premi dedicati ad autori di saggi filosofici, tesi di dottorato e riviste specialistiche, oltre a incontri e convegni con protagonisti del pensiero contemporaneo.
Sallicano ricorda il valore culturale di quella manifestazione, arrivata anche a contribuire al percorso che portò al conferimento della cittadinanza onoraria di Siracusa a Jacques Derrida, considerato uno dei più importanti filosofi del secondo Novecento. La progressiva perdita di attenzione istituzionale verso quell’esperienza, secondo il giurista, sarebbe diventata un simbolo più generale di una fase di indebolimento dell’offerta culturale organizzata in città.
Una riflessione che arriva fino all’attuale situazione della biblioteca comunale di via dei Santi Coronati. Sallicano, facendo riferimento al “Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari 2026/2028” segnalatogli dall’avvocato Paolo Cavallaro, consigliere comunale d’opposizione, evidenzia la previsione dell’alienazione degli immobili che ospitano attualmente la biblioteca, classificati tra quelli strategicamente “non rilevanti”.
Un passaggio che, secondo l’opinionista, necessita di particolare attenzione. Se da un lato nel piano rientra tra gli immobili strategicamente rilevanti il cosiddetto Palazzo della Cultura, l’ex Liceo “Tommaso Gargallo”, individuato come futura sede della nuova biblioteca comunale, dall’altro resta il nodo della tempistica e del coordinamento degli interventi.
Il timore espresso da Sallicano è che la dismissione degli attuali locali possa avvenire prima della piena disponibilità della nuova sede, con il conseguente rischio di difficoltà organizzative e, soprattutto, di dispersione di un patrimonio librario di grande valore. Tra i beni custoditi dalla biblioteca, infatti, figurano volumi antichi e preziosi che rappresentano una parte significativa della memoria culturale della città.
Il giurista richiama quindi la necessità che ogni trasferimento avvenga con adeguate garanzie, mettendo al primo posto la salvaguardia dei libri e della loro fruizione pubblica. La biblioteca, secondo Sallicano, deve essere pensata non soltanto come un contenitore di testi, ma come un luogo moderno, accessibile e capace di coinvolgere l’intera cittadinanza.
Da qui anche la riflessione sulla collocazione della futura struttura: pur riconoscendo il valore storico del centro cittadino, Sallicano sottolinea l’esigenza di spazi più funzionali, facilmente raggiungibili e dotati di servizi adeguati, affinché la biblioteca possa diventare un autentico punto di incontro e partecipazione. “Vivere la biblioteca è partecipare”, è il principio che sintetizza la sua visione.
L’appello finale è rivolto a tutte le forze politiche e istituzionali, oltre le appartenenze e le responsabilità gestionali. “Nutro ancora la speranza – conclude Sallicano – che i principi sopra esposti rappresentino un comune sentire al di là delle collocazioni politiche”.
Una richiesta di confronto e responsabilità che pone al centro un tema più ampio: la difesa della cultura come investimento sul futuro. Perché, nella prospettiva indicata dal legale, una biblioteca non custodisce soltanto libri, ma conserva la storia di una comunità e la possibilità di immaginare ciò che verrà.
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