Siracusa. Acit, conversazione dal titolo «Il mito della Germania segreta, da Spengler a Thomas Mann, passando per George, Jünger e von Keyserling»

di Redazione

Una svolta epocale della nazione tedesca che verrà manipolata e poi distrutta dall'ideologia nazionalsocialista negli anni fra il 1929 ed il 1933

«Sull’onda delle discussioni storico-geopolitiche che vengono trasmesse giorno per giorno sulle nostre televisioni, ci sembra opportuno andare a rivedere in chiave letteraria le vicende contestuali ad alcuni intellettuali tedeschi che dopo la disfatta del 1918 proposero di ritornare all’ordine sociale antecendente alla guerra, malgrado le gravissime prescrizioni imposte dal Congresso di Versailles. Intellettuali di varia formazione ideologica, spesso tentati da idee conservatrici, oppure convinti da posizioni liberali e democratiche, ma comunque spaventati dall’orda bolscevica che improvvisamente invase con violenza le città tedesche. I partiti tradizionali di centrosinistra, il cattolico liberale ed il socialista, avevano trovato a fatica a Weimar un patto costituzionale democratico, dietro anche il pensiero di Max Weber e del partito liberale democratico di ispirazione occidentale.

Molti intellettuali però avevano nostalgia del passato imperiale e soprattutto maturavano vendetta per la pugnalata alla schiena che la Germania aveva ricevuto nei primi mesi del 1918, quando larghe parti delle forze armate sul fronte occidentale avevano cominciato a cedere all’avanzata dei paesi dell’Intesa occidentale, senza contare le sirene bolsceviche che giungevano dall’Unione Sovietica e che influenzavano negativamente la resistenza della popolazione civile. In mezzo a questo ci stava una notevole carenza di rifornimenti alimentari e l’avanzata del morbo della spagnola che limitavano ogni ulteriore speranza di vittoria finale. Di qui il fiorire di autori che portavano alla luce una Germania segreta  nazionalista, molto simile alle correnti intellettuali che poco più di un secolo prima avevano portato avanti l’istanza dell’Unità nazionale di fronte alle armate napoleoniche. Situazione non dissimile anche ai primi anni del primo dopoguerra in Italia, dove emergeva il mito della vittoria mutilata, propugnato da D’Annunzio e Mussolini. Ecco quindi le ragioni politiche e sociali che emersero in quella schiera di intellettuali nostalgici di cui si disse e che andiamo ad esaminare attraverso il nostro relatore.

Giovedì 31 marzo 2022 alle ore 17,30 presso il salone Paolo VI della chiesa del S.S. Salvatore sita in via Necropoli Grotticelle, il nostro validissimo socio Rafael Zammitti terrà una conversazione dal titolo Il mito della Germania segreta, da Spengler a Thomas Mann, passando per George, Jünger e von Keyserling. In particolare verrà esaminata in generale con vari approfondimenti quei circoli di autori che fra il 1918 ed il 1923 proposero un nuovo rinascimento della Kultur tedesca dopo la sconfitta della prima Guerra Mondiale. Una svolta epocale della nazione tedesca che verrà manipolata e poi distrutta dall’ideologia nazionalsocialista negli anni fra il 1929 ed il 1933. In merito introdurrà lo scrivente.

Con l’occasione Vi ricordo che è possibile versare la quota per il 2022 e l’eventuale supplemento di quota per l’anno 2021 come comunicato in precedenza.

Infine, si fa presente che sono sempre vigenti le norme anticovid per la gestione sicura degli incontri al chiuso: mascherina, Fpp2, distanziamento e Green pass rinforzato.

Ricordo che chi volesse aderire al comitato attuativo del Patto di amicizia con la città di Würzburg potrà di presenza apporre la propria firma». Lo comunica il Presidente Avv. Giuseppe Moscatt

23 Marzo 2022 | 10:55
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