Dietro le luci dei palcoscenici e i festival culturali, si nascondeva un meccanismo di malaffare politico-affaristico che avrebbe potuto trasformare un’occasione di rilancio culturale in un gigantesco saccheggio.
Al centro dell’inchiesta, il deputato regionale Michele Mancuso e il commercialista nisseno Lorenzo Tricoli, posti agli arresti domiciliari insieme ad altri complici, responsabili, secondo i magistrati, di aver drenato fondi pubblici destinati alla cultura per arricchire pochi privilegiati.
È mattina presto quando la Squadra Mobile di Caltanissetta e lo Sco di Roma piazzano le telecamere nascoste sulle auto di Tricoli. Ogni passo, ogni spostamento, ogni incontro sarà documentato. Non è un film: è la ricostruzione di come il deputato regionale di Forza Italia e il suo fido contabile abbiano pianificato di trasformare la cultura in un bottino personale.
Tutto parte da un finanziamento regionale di 98 mila euro destinato al “Settembre Nisseno”. Quello che doveva essere un festival di musica e cultura si trasforma in un laboratorio criminale: concerti gonfiati, cover band locali spacciate per grandi artisti, fatture false, conti “al contrario”. Solo 20 mila euro arrivano realmente agli eventi, il resto finisce nelle tasche degli indagati. Un sistema che permetteva di giustificare le spese pur prosciugando i fondi pubblici.
Ma il colpo grosso doveva essere Agrigento Capitale della Cultura 2025, definito un tesoretto milionario. Mancuso e Tricoli avevano già preparato ogni dettaglio: amicizie influenti, emendamenti mirati, contatti nelle fondazioni, pronti a garantire accesso ai fondi milionari.
Sul campo: pedinamenti e buste di contanti
Le intercettazioni telefoniche, insieme ai pedinamenti della Squadra Mobile nissena e dello Sco di Roma, hanno ricostruito nei minimi dettagli i passaggi del denaro e le conversazioni della cricca.
È il 16 gennaio 2025 e Giovanni Ferraro, collaboratore del gruppo, esce da un centro servizi con una busta. La telecamera piazzata nella Mercedes di Tricoli inquadra ogni gesto. Dentro ci sono contanti: 5 mila euro destinati a Mancuso, travestiti da pagamento per valori bollati inesistenti.
Tre tranche, per un totale di 12 mila euro, furono consegnate al deputato regionale Michele Mancuso: la Mobile di Caltanissetta ha seguito passo passo le mosse di Tricoli e dei collaboratori, documentando il passaggio delle buste contenenti contanti in zone defilate, con indicazioni precise per evitare testimoni.
La Mobile di Caltanissetta segue il percorso: Tricoli guida, controlla che nessuno li osservi, raccomanda attenzione all’autista del politico: “No… un fari vidi a busta a iddru… amunì ca t’accumpagnu va… Nofriu… Nofriu!”. L’incontro avviene in una stradina appartata, vicino all’Asp di via Giacomo Cusmano. Qualche istante sufficiente per il passaggio della busta. L’indagine documenta tutto, minuto per minuto.
Le intercettazioni: il piano predatorio
Le captazioni ambientali restituiscono l’avidità della cricca. Tricoli rassicura i nipoti Ernesto e Manuela Trapanese e il cantante Carlo Rizioli sul prossimo ingresso ad Agrigento: “Ora… siccome noi entriamo nel circuito Agrigento… picchì chissa la fici Walter… è amicu du presidenti della fondazioni… quindi noi entriamo nel circuito”.
I dialoghi mostrano la disinvoltura con cui parlavano di rendicontazioni false, doppie fatturazioni e concerti mai realizzati. La prospettiva dei fondi pubblici milionari eccita i protagonisti:
Ernesto Trapanese: “Ovvio… ottimo e abbondante… fantastico!… molto meraviglioso!”;
Manuela Trapanese: “Sempre con le stesse modalità… (ride)”.
“Le stesse modalità” significa replicare il collaudato schema del Settembre Nisseno: fatture false, costi gonfiati, soldi pubblici trasformati in profitto privato.
Concerti fantasma, sogni di Maldive e la politica predatoria
Tra una telefonata e un pedinamento, emergono i piani più audaci: location simbolo come il Piano San Gregorio dovevano ospitare la cover band di Vasco Rossi, finanziata come un grande evento nazionale. Tricoli parla di un “futuro dorato”, con i nipoti pronti a ritirarsi alle Maldive. Mancuso, al centro dell’organizzazione, supervisiona tutto, deciso a fare il salto di qualità dai piccoli comuni nisseni verso Agrigento.
Tutto era studiato: emendamenti ad hoc, conoscenze influenti, concerti ‘pompati’ e pagamenti duplicati per eventi annullati. I fondi pubblici diventavano così un tesoro privato, con la cultura solo un pretesto contabile. “Grande onorevole… Michele… Michele… Michele… Michele mi ha detto sappi che io degli amici e di chi ci mette la faccia non mi dimentico mai…”, dice Tricoli in un’intercettazione.
Se il piano fosse riuscito, Agrigento 2025 si sarebbe trasformata in una macchina di lucro privato, gli artisti locali e i fondi pubblici sarebbero stati pedine di un gioco criminale. Oggi, con Mancuso e Tricoli agli arresti domiciliari, la Procura ha interrotto il ciclo predatorio prima che potesse toccare i fondi milionari.
Il quadro giudiziario
Secondo il Gip Santi Bologna, le prove raccolte da intercettazioni e pedinamenti sono schiaccianti: Mancuso ricevette denaro contante tramite Tricoli, l’unica eccezione all’arresto in flagranza è stata dettata da esigenze investigative. Durante l’interrogatorio, entrambi hanno tentato di negare, ma il giudice ha ritenuto le loro versioni non credibili.
“Vi è la prova quasi diretta dello scambio di denaro. L’unica cosa che manca è l’arresto in flagranza degli indagati – scrive il Gip – non effettuato per motivi tecnici e investigativi”.
Le conversazioni tra i membri della cricca mostrano l’avidità e la disinvoltura con cui venivano discussi i piani per Agrigento 2025: doppie fatturazioni, concerti mai realizzati e ampie strategie per prosciugare i fondi regionali.
Cultura tradita
Dietro il sipario degli eventi e dei festival, il confine tra promozione culturale e affarismo illecito si è dimostrato sottilissimo, e questa vicenda lo racconta in modo crudo e inequivocabile. Il caso rimane un monito: quando il controllo dei fondi pubblici è debole e l’interesse privato prende il sopravvento, la cultura diventa preda, e il confine tra promozione e criminalità si riduce a pochi centimetri.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

