Sicilia. L’accusa di corruzione, assessora Amata rinviata a giudizio: condannata a oltre 2 anni l’imprenditrice Cannariato

di Redazione

Il Tribunale di Palermo apre il processo su una vicenda che, secondo gli inquirenti della Procura, delineerebbe un possibile schema di corruzione legato alla gestione di risorse pubbliche regionali nel settore turistico e culturale

Il gup del tribunale di Palermo, Walter Turturici, ha rinviato a giudizio per corruzione l’assessore regionale al Turismo, Elvira Amata. La prima udienza si terrà il prossimo 7 settembre davanti alla terza sezione del Tribunale del capoluogo siciliano.

Condannata, sempre per corruzione, a due anni e sei mesi l’imprenditrice Marcella Cannariato, processata con il rito abbreviato. Secondo l’impostazione accusatoria della Procura, l’assessora Amata di FdI avrebbe ricevuto utilità da Cannariato – legale rappresentante della A&C Broker srl – consistenti nell’assunzione del nipote Tommaso Paolucci (dal settembre 2023 al marzo 2024) e nel pagamento delle spese di alloggio presso una struttura ricettiva di Palermo, per un totale di circa 4.590 euro oltre Iva.

In cambio, l’assessore regionale avrebbe favorito la concessione di un finanziamento pubblico di 30 mila euro per la manifestazione “XXIII edizione Donna, Economia e Potere”, promossa dalla Fondazione Marisa Bellisario, di cui Cannariato era referente regionale.

“Io non c’entro proprio niente, non ho corrotto né sono stata corrotta. Su questo sono assolutamente sicura. Sto male, adesso fatemi andare”, avrebbe detto Cannariato, in lacrime, dopo la lettura della sentenza.

20 Aprile 2026 | 19:37
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