San Michele di Ganzaria. Tenta la truffa del falso Carabiniere a una 96enne: denunciato un 25enne

di Redazione

La donna era stata contattata al telefono con la storia di un incidente provocato da un familiare. L’intervento tempestivo dei militari ha permesso di bloccare il raggiro e risalire a uno dei presunti autori

Un’anziana di 96 anni nel mirino di una banda specializzata nelle truffe agli anziani, ma il piano è stato sventato prima che il raggiro potesse essere portato a termine. È accaduto a San Michele di Ganzaria, dove i Carabinieri della locale Stazione hanno concluso un’attività investigativa che ha consentito di identificare e denunciare un giovane catanese di 25 anni, ritenuto, sulla base degli elementi raccolti e fatte salve le successive valutazioni dell’autorità giudiziaria, uno dei presunti responsabili del tentativo di truffa.

L’episodio si è verificato nel mese di luglio e ha seguito uno degli schemi ormai tristemente ricorrenti nelle truffe telefoniche ai danni delle persone anziane: quello del falso Carabiniere. La vittima era stata raggiunta telefonicamente da un uomo che si era presentato come appartenente all’Arma e che, con tono allarmato e facendo leva sulla paura, le aveva raccontato una storia costruita ad arte. Secondo la ricostruzione effettuata dagli investigatori, alla donna sarebbe stato fatto credere che un suo familiare fosse rimasto coinvolto in un grave incidente stradale e che, a causa dell’accaduto, fosse necessario intervenire rapidamente per evitare presunte conseguenze di carattere giudiziario.

Il truffatore avrebbe quindi tentato di convincere la 96enne a mettere a disposizione denaro e oggetti di valore, prospettandole la necessità di una sorta di pagamento urgente per risolvere la delicata situazione nella quale, secondo quanto raccontato al telefono, si sarebbe trovato il familiare. Un copione studiato per generare ansia e confusione e spingere la vittima a prendere una decisione immediata, senza avere il tempo di verificare quanto le veniva riferito. In questo caso, però, il piano non è andato secondo le intenzioni dei presunti truffatori.

La donna, infatti, ha segnalato quanto accaduto e la denuncia ha consentito ai Carabinieri di avviare rapidamente gli accertamenti. Da quel momento è partita un’attività investigativa finalizzata a ricostruire con precisione le modalità attraverso le quali era stato organizzato il tentativo di raggiro e, soprattutto, a individuare chi potesse trovarsi dietro la telefonata. I militari della Stazione di San Michele di Ganzaria hanno passato al vaglio gli elementi disponibili, effettuando riscontri e approfondimenti investigativi che avrebbero permesso di delineare la dinamica dell’episodio. Gli accertamenti hanno quindi portato all’identificazione del 25enne catanese, nei cui confronti è stato raccolto un quadro indiziario ritenuto dagli investigatori significativo.

Il giovane è stato pertanto denunciato in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria, con l’ipotesi di responsabilità per il tentativo di truffa, in concorso con altre persone che, allo stato delle indagini, non sono ancora state identificate. La vicenda non può dunque considerarsi conclusa. Gli investigatori stanno proseguendo gli accertamenti per cercare di ricostruire l’intera rete di persone che potrebbe avere partecipato all’azione e verificare eventuali ulteriori responsabilità.

L’operazione si inserisce nel più ampio lavoro portato avanti dai Carabinieri del Comando Provinciale di Catania per contrastare un fenomeno che continua a colpire soprattutto le fasce più fragili della popolazione. Le tecniche utilizzate dai truffatori cambiano nei dettagli, ma il meccanismo rimane spesso lo stesso: creare una situazione di emergenza, suscitare paura e impedire alla vittima di riflettere o verificare direttamente le informazioni ricevute.

Proprio per questo motivo l’Arma rinnova l’invito, soprattutto agli anziani e ai loro familiari, a prestare la massima attenzione davanti a richieste telefoniche di denaro, gioielli o altri beni di valore accompagnate da presunte emergenze giudiziarie. Un aspetto fondamentale è ricordare che nessun Carabiniere chiede denaro o oggetti preziosi per evitare conseguenze legali a carico di un familiare. Di fronte a una telefonata sospetta, è quindi importante non lasciarsi condizionare dall’urgenza prospettata dall’interlocutore, interrompere la conversazione e verificare autonomamente la situazione.

In caso di dubbi, l’indicazione è quella di rivolgersi immediatamente alle Forze dell’Ordine attraverso il 112, evitando di seguire le istruzioni impartite al telefono da persone sconosciute. La tempestività della denuncia, come dimostra anche il caso di San Michele di Ganzaria, può infatti rivelarsi determinante non soltanto per evitare la perdita di denaro e preziosi, ma anche per consentire agli investigatori di raccogliere elementi utili a identificare i responsabili e interrompere l’attività di gruppi dediti a questo tipo di raggiri.

13 Agosto 2026 | 12:02
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