Priolo. Morte dell’operaio 55enne, l’autopsia svela il colpo di scena: killer accusato di tentato omicidio e estorsione

di Anthony Maria Bianca

Un feroce agguato che ha sconvolto Priolo Gargallo, l’esame autoptico rivela la verità: la vittima era già condannata dalla malattia ma l’aggressione brutale del presunto assassino l’avrebbe uccisa comunque, gli inquirenti indagano sulla furia omicida e l’incredibile tentativo di estorsione

Nella giornata del 23 marzo il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP), presso il Tribunale di Siracusa, ha emesso un nuovo ordine di custodia cautelare in carcere nei confronti del soggetto già coinvolto nel caso dell’omicidio di un operaio cinquantacinquenne, Angelo Cavaleri, deceduto la sera del 27 febbraio scorso a Priolo Gargallo.

L’uomo, 46enne, che era stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto il 28 febbraio, è accusato di tentato omicidio e tentata estorsione, alla luce dei nuovi sviluppi investigativi, che restituiscono un quadro volto alla riqualificazione del reato.

La rivelazione dell’autopsia

L’iniziale accusa di omicidio volontario, che aveva fatto seguito alla morte dell’operaio, ha subito una svolta dopo l’esame autoptico eseguito sui resti della vittima. Contrariamente a quanto ipotizzato inizialmente durante l’ispezione cadaverica, i risultati dell’autopsia hanno chiarito che la causa del decesso non era da attribuire a un trauma mortale, ma a una grave epatopatia di cui l’uomo era affetto.

Questo ha comportato una riqualificazione del reato da omicidio a tentato omicidio, poiché la morte non è stata direttamente causata dall’aggressione subita, ma la ferocia del comportamento del sospettato ha comunque lasciato tracce di un intento omicida.

Il tentativo di omicidio

Nonostante la mutazione del capo di imputazione, rimane ferma l’accusa di tentato omicidio, supportata dalle evidenze fornite dal consulente tecnico d’ufficio (C.T.U.) durante l’autopsia: “…le lesioni traumatiche documentate, in ragione della sede anatomica interessata e dei mezzi con cui risultano essere state inferte, appaiono astrattamente idonee a determinare conseguenze anche gravi per la vita del soggetto”.

La brutalità dell’aggressione, che ha visto l’indagato colpire ripetutamente la vittima alla testa, anche quando questa era già a terra, priva di difese e in preda a copiose perdite di sangue, ha escluso ogni dubbio sulla volontà dell’aggressore di provocare la morte dell’operaio.

La tentata estorsione

Inoltre, a completare il quadro accusatorio, vi sono le contestazioni relative alla tentata estorsione. Secondo quanto emerso dalle indagini, l’indagato avrebbe minacciato la vittima di violenze fisiche, culminate in un violento pestaggio, al fine di ottenere indebitamente una somma di circa mille euro.

Le minacce di morte e le aggressioni fisiche hanno avuto come obiettivo l’intimidazione dell’operaio per costringerlo a pagare la somma richiesta.

La misura cautelare

Il nuovo ordine di custodia cautelare, che sostituisce quello iniziale, è stato notificato all’indagato presso la Casa Circondariale di Siracusa “Cavadonna”, dove l’uomo si trova attualmente detenuto. Nonostante la riqualificazione del reato, le accuse di tentato omicidio e di tentata estorsione sono ancora pendenti, e l’inchiesta prosegue con l’obiettivo di chiarire completamente i contorni della vicenda.

L’omicidio, o meglio, il tentato omicidio, avvenuto a Priolo Gargallo ha suscitato una forte indignazione nella comunità locale, preoccupata dalla crescente violenza nelle strade della provincia. Le autorità, da parte loro, hanno ribadito l’importanza di far luce su ogni aspetto di questo caso, anche alla luce della gravità delle accuse che coinvolgono un’aggressione così brutale e la premeditazione di un crimine estorsivo.

L’inchiesta continua, e si prevede che ulteriori sviluppi possano emergere nelle prossime settimane. L’interesse pubblico resta alto, così come l’attenzione delle forze dell’ordine e della magistratura per garantire che giustizia venga fatta.

di Anthony Maria Bianca 24 Marzo 2026 | 17:43
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