Una navigazione tranquilla trasformata in emergenza nel cuore del Canale di Sicilia. Tre cittadini irlandesi sono stati tratti in salvo dalla Guardia Costiera al largo della costa sud-orientale siracusana, dopo che la loro barca a vela è rimasta completamente alla deriva a circa 30 miglia nautiche da Portopalo di Capo Passero.
L’intervento è scattato nelle scorse ore a seguito di una richiesta di soccorso giunta alle autorità marittime. La macchina dei soccorsi è stata immediatamente attivata sotto il coordinamento dell’11° Maritime Rescue Sub Center di Catania, che ha disposto l’impiego della motovedetta CP 323 in configurazione SAR (Search and Rescue).
Raggiunta rapidamente l’area indicata, l’equipaggio ha individuato l’imbarcazione a vela in difficoltà, completamente esposta all’azione del vento e delle correnti marine. Le condizioni del natante sono apparse da subito critiche: il mezzo, partito dalla Grecia lo scorso 29 giugno, risultava affetto da un insieme di guasti tecnici che ne avevano compromesso la navigazione, tra cui avarie al motore, al sistema elettrico, alle batterie di bordo e alle vele principali.

Secondo quanto ricostruito, proprio a causa di tali problemi l’equipaggio aveva perso progressivamente il controllo dell’imbarcazione, fino a essere costretto a lanciare un segnale di emergenza via radio e dichiarare lo stato di pericolo in mare.
Una volta affiancata l’unità, i militari della motovedetta hanno proceduto con le operazioni di messa in sicurezza, trasferendo a bordo i tre velisti irlandesi. Dopo le verifiche di rito, le loro condizioni di salute sono risultate buone, nonostante le ore di difficoltà trascorse in mare aperto.
Completata l’operazione di recupero, la CP 323 ha fatto rotta verso Siracusa, dove i naufraghi sono stati successivamente sbarcati e assistiti. L’intervento tempestivo e il coordinamento costante con la centrale operativa di Catania hanno consentito di evitare conseguenze più gravi, soprattutto alla luce del previsto peggioramento delle condizioni meteomarine nelle ore successive.
Un’operazione che conferma ancora una volta il ruolo decisivo della Guardia Costiera nelle attività di ricerca e soccorso lungo le rotte del Mediterraneo, spesso teatro di emergenze improvvise e complesse.
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