A Noto i conti del Comune tornano a scuotere la politica. La presunta bocciatura del bilancio stabilmente riequilibrato da parte della Commissione per la stabilità finanziaria degli enti locali riaprirebbe una partita che sembrava ormai incanalata verso il risanamento. Se l’esito dell’esame sarà confermato, per l’amministrazione si apre un nuovo e pesante fronte, mentre tornano inevitabilmente sul tavolo interrogativi e responsabilità politiche sull’annosa vicenda finanziaria.
A rilanciare la questione è l’on. Bruno Marziano, candidato a sindaco del Comune di Noto, che rivendica di aver sollevato per tempo i propri dubbi sull’esito dell’esame del documento finanziario. «E quindi avevo ragione», è l’incipit della sua presa di posizione, con riferimento alla nota dello scorso luglio nella quale aveva manifestato «una forte preoccupazione» sul giudizio che la Commissione avrebbe espresso sul bilancio approvato dal Consiglio comunale e trasmesso all’organismo di controllo da oltre un anno.
Secondo quanto riportato da informazioni locali, la Commissione avrebbe espresso una bocciatura del documento, concedendo al Comune ulteriori 45 giorni per apportare le modifiche necessarie e sottoporre nuovamente il bilancio al vaglio dell’organismo competente.
Ed è proprio questo il punto sul quale Marziano concentra il suo attacco politico. Perché il nodo, sostiene il candidato sindaco, non sarebbe soltanto l’esito negativo dell’esame, ma soprattutto il tempo a disposizione per rimediare. «Mi chiedo quindi come farà il Comune di Noto e per esso il consiglio comunale, a trovare la soluzione in soli 45 giorni quando non è stato in grado di farlo negli oltre quattro anni trascorsi?», domanda Marziano.
Una riflessione che investe direttamente la capacità dell’amministrazione e del Consiglio comunale di affrontare e risolvere una situazione finanziaria che si trascina ormai da anni.
Il rischio dello scioglimento del Consiglio
Il passaggio più politicamente pesante riguarda però le possibili conseguenze istituzionali della vicenda. Marziano avverte infatti che, qualora la bocciatura della bozza di bilancio stabilmente riequilibrato fosse confermata, «la prima conseguenza sarebbe proprio lo scioglimento del consiglio comunale stesso», individuando nell’organo consiliare il soggetto responsabile dell’approvazione del documento finanziario giudicato non approvabile.
Un’affermazione che, al di là degli effetti procedurali che dovranno essere verificati alla luce degli atti ufficiali, alza ulteriormente il livello dello scontro politico. La questione contabile diventa così questione di responsabilità politica: chi ha governato i conti pubblici deve rispondere delle scelte compiute e degli eventuali errori commessi. Ma è sulle conseguenze per i cittadini che Marziano insiste maggiormente.
A pagare saranno ancora i cittadini
Il candidato sindaco punta il dito contro quello che considera il prezzo più concreto della situazione finanziaria: la pressione fiscale. «Le conseguenze maggiori le pagherebbero i cittadini», sostiene, sottolineando come i contribuenti potrebbero vedere ancora a lungo «le loro tasse allineate ai massimi livelli».
È qui che il caso del bilancio stabilmente riequilibrato esce dai tecnicismi della contabilità pubblica e diventa una questione eminentemente politica. Dietro numeri, equilibri finanziari, prescrizioni e procedure ci sono infatti servizi, imposte e qualità della vita dei cittadini.
E la domanda che Marziano pone alla fine della sua dichiarazione è destinata a pesare nel dibattito politico netino: «Ma in questi anni si è proceduto al doveroso risanamento o si è continuato a produrre debiti aggravando ulteriormente la situazione finanziaria del Comune?».
Una domanda che chiama direttamente in causa l’amministrazione e gli organi istituzionali della città. «I cittadini hanno il diritto di sapere – conclude Marziano – e il sindaco e il presidente del consiglio hanno il dovere di dire la verità ai loro amministrati».
La battaglia sui conti diventa una battaglia politica
La vicenda, dunque, rischia di diventare uno dei temi centrali della prossima competizione amministrativa. Da una parte la necessità di chiudere una lunga stagione di difficoltà finanziarie; dall’altra la richiesta di chiarezza sulle responsabilità e sui risultati ottenuti negli anni.
Il punto decisivo, adesso, saranno gli atti ufficiali della Commissione e le eventuali prescrizioni contenute nel provvedimento. Se la bocciatura venisse confermata, il Comune sarebbe chiamato a intervenire in tempi stretti per correggere il documento e riportarlo all’esame della Commissione.
Per la politica netina, però, il cronometro è già partito. E insieme ai 45 giorni concessi per correggere il bilancio corre anche un’altra lancetta: quella della responsabilità politica. Perché quando i conti pubblici non tornano, prima o poi qualcuno deve spiegare perché.
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