Vicenda della morte di Renzo, l’amministrazione del Comune di Siracusa vuol vederci chiaro ed ha istituito una commissione disciplinare che dovrà esaminare tutta la fase istruttoria tenuta dagli agenti della Polizia municipale riferita all’incidente in cui ha perso la vita nell’aprile del 2017 Renzo Formosa, 16 anni.
Per la morte del giovane è sotto processo con l’accusa di omicidio stradale un 24enne Santo Salerno, che era alla guida della macchina che ha travolto il minore in sella al proprio scooter mentre percorreva via Bartolomeo Cannizzo.
La commissione disciplinare dovrà tenere conto il comportamento di due agenti in quanto il giovane automobilista non sarebbe stato sottoposto agli esami per valutare, in quel drammatico giorno, se alla guida era sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o alcoliche mentre l’altro punto negativo è il mancato ritiro della patente come è previsto dalla legge.
Sono punti sui quali i magistrati della Procura hanno disposto accertamenti e per i quali hanno mandato a processo il ventiquattrenne dopo il rigetto da parte del gip di tre richieste di patteggiamento da parte della difesa dell’im- putato.
La commissione disciplinare avrà modo di chiarire, anche attraverso le testimonianze degli agenti coinvolti in questa storia e la lettura delle relazioni di servizio, come la vicenda è stata gestita per poi decidere se prendere provvedimenti, in caso di violazioni o omissioni, oppure archiviare il caso. Nell’incidente stradale di via Cannizzo dove perse la vita Renzo Formosa, rimase coinvolto un altro scooter dove viaggiavano altri due giovani, amici del sedicenne, che, per fortuna, non subirono gravi conseguenze fisiche. I mezzi, dalle informazioni fornite dagli inquirenti, provenivano da direzioni opposte e la vittima fu sbalzata dallo sccoter. In quel tragico 22 aprile 2017 Renzo Formosa, mentre tornava a casa a bordo del proprio scooter venne travolto da un’auto che percorreva via Cannizzo e che, secondo anche la perizia del Ctu, avrebbe invaso la corsia di marcia opposta mentre transitava il giovane.
Subito dopo l’impatto a Renzo Formosa furono prestati i primi soccorsi le sue condizioni apparvero abbastanza serie. Fu immediatamente trasferito a bordo di un’ambulanza all’ospedale Umberto I dove fu sottoposto ad un intervento per la rimozione di quelle gravi lesioni ma il quadro clinico di Renzo, con il passare delle ore, peggiorò. Serviva sangue, ne aveva perso molto il giovane e nel primo pomeriggio di sabato il suo cuore cessò di battere, spezzando la pace della famiglia e dei tanti amici che il ragazzo aveva.
Quello che oggi rimane è la rabbia per le innumerevoli sviste «forse volontarie» o forse no, come viene interpretato dal servizio televisivo andato in onda a «Le Iene», sia di quel giovane 24enne che quel maledetto 21 aprile del 2016 si trovava a bordo della sua auto «senza copertura assicurativa, contromano e in curva», sul quale grava un destino non proprio clemente sia sui rilievi dove presumibilmente, secondo la famiglia Formosa, ci sarebbero state delle gravi omissioni se non ‘omertà’ sulla vicenda maledetta.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

