Misilmeri. Energia rubata, stretta dei controlli nel Palermitano

di Redazione

Blitz tra Misilmeri e Carini: tre arresti e due denunce dopo le verifiche congiunte di Carabinieri e tecnici Enel

Non si ferma l’azione di contrasto contro i furti di energia elettrica nella provincia di Palermo. Nelle ultime settimane i controlli si sono intensificati nell’hinterland del capoluogo, dove i militari del Comando Provinciale hanno portato a termine una serie di interventi mirati, affiancati dai tecnici specializzati di Enel. Le operazioni hanno fatto emergere irregolarità significative, con un bilancio di tre arresti in flagranza e due denunce a piede libero.

Il primo intervento ha riguardato il territorio di Misilmeri. Qui i Carabinieri della Stazione locale, insieme al personale tecnico, hanno effettuato un’ispezione all’interno di un esercizio commerciale a gestione familiare. Le verifiche sul contatore hanno consentito di accertare una manomissione evidente del misuratore di corrente: secondo quanto ricostruito, l’alterazione avrebbe permesso di ridurre artificiosamente i consumi registrati, abbattendo in modo illecito i costi dell’energia.

Al termine degli accertamenti, è scattato l’arresto in flagranza per una donna di 55 anni e per i suoi due figli, di 40 e 38 anni. La vicenda è stata sottoposta al vaglio dell’autorità giudiziaria e il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Termini Imerese ha convalidato i provvedimenti, applicando per tutti e tre la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Un secondo episodio si è verificato a Carini, dove l’attenzione dei tecnici Enel ha fatto emergere un allaccio abusivo diretto alla rete di distribuzione elettrica, in assenza di un contratto regolare. L’intervento dei militari ha portato alla denuncia di un uomo di 64 anni e di una donna di 44 anni, ritenuti responsabili di aver beneficiato indebitamente dell’energia sottratta. Il danno economico stimato ammonterebbe a circa 23 mila euro.

Le attività rientrano in un più ampio piano di monitoraggio del territorio, volto a tutelare la legalità e a contrastare un fenomeno che incide non solo sulle aziende fornitrici, ma anche sulla collettività, generando costi che ricadono sull’intero sistema. I controlli, assicurano dal Comando Provinciale, proseguiranno nei prossimi mesi con ulteriori verifiche mirate nelle aree considerate a rischio.

22 Febbraio 2026 | 11:52
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