di Redazione
Ifunerali fanno emergere sempre un velo di impetuosa realtà. Il tragico evento, il turbine della commozione poi il pianto e la solitudine anche dinanzi la gente.
Un vortice di pensieri, tra l’immagine del dramma e l’omelia del parroco in chiesa: si avverte l’assenza, incondizionata del nostro caro ormai defunto ed ecco che ripiomba ancora la realtà, cruda e dura.
Il rito funebre è una riflessione, sempre straziante e colma di domande, alcune non otterranno mai una risposta, altre invece troveranno rifugio nella Fede.
Stamane, alle ore 10, si sono svolti i funerali di Salvo Oliva, il 16enne morto a causa di un tragico incidente stradale. Una folla immensa, distribuita all’interno della chiesa di Sant’Alfio ma anche fuori. Tanta gente venuta a rendere una preghiera per la giovane vita spezzata, per mostrare affabilità a papà Paolo, mamma Emanuela e la sorella Jennifer, una famiglia lacerata dal dolore.
Lunghissima la fila di parenti, amici e compagni di classe del liceo Scientifico, che hanno reso omaggio alla bara di legno bianco, al centro della navata. Nell’omelia don Maurizio Pizzo ha ripercorso la vita di Salvuccio, le parole di affetto esternate dagli amici e di quanti hanno avuto modo di incrociarlo, nel seppur breve, ma intenso percorso di vita.
Le parole di riflessione del prete
“Uomo, dove sei tu? – ha affermato don Maurizio Pizzo durante l’omelia – . Bisogna rimproverarci molte cose di cui non ci rendiamo conto, di cui siamo assuefatti. Perché ci illudiamo di vivere sani, in un mondo malato. In una società, in una città, in un paese dove è normale scorazzare indisturbati. E’ normale non accorgersi che gli altri esistono, con la loro storia, il loro vissuto, la loro famiglia, i loro bambini! E’ normale a volte convivere a Lentini con l’illegalità senza mai indignarsi, anzi direi, è diventato abitudinario. E’ normale, normalissimo gridare il proprio malessere alle istituzioni e trovarsi in faccia, muri di gomma!”
Lentini terra di nessuno è diventata normale così – prosegue il prete. Tra qualche giorno forse tutto sarà come prima, anzi sembra che già tutto sia come prima. E noi così bravi ad essere qui, stiamoci sempre zitti, mi raccomando! Facciamo finta di niente! Non protestiamo, non rimbocchiamoci le maniche, non mettiamoci la faccia di fronte alle nostre responsabilità, tanto con un click siamo pronti a criticare e si risolve tutto.
Siamo invece tutti corresponsabili, altrimenti siamo come Caino, siamo dei Caini travestiti da Abele o dei perfetti don Abbondio nascosti.
Una vita spezzata così è come un viaggio annullato in partenza. Un sogno stroncato sull’alba, che non si avvererà mai più. Un giglio candido innaffiato d’amore al mattino, alla sera falciato e disseccato. Ci resta solo la nuda terra dove riposi, adesso, da irrigare con le lacrime nostre”, conclude il prete.
I messaggi di cordoglio e il lutto cittadino
In questi giorni sono stati tantissimi i messaggi arrivati alla famiglia Oliva. La morte di Salvuccio ha sconvolto la comunità di Lentini, i compagni e gli insegnanti del Liceo.
«Fratelli, non so come spiegare la tragedia che ha colpito il nostro confratello Paolo e quindi la nostra bellissima famiglia – ha detto il primo spingitore della Vara di Sant’Alfio Cirino Sambasile -. Il suo splendido figlioletto Salvatore, in un tragico venerdì sera, purtroppo è stato sbalzato in aria da un’auto pirata mentre era a bordo del suo scooter e, arrivato in ospedale, non ce l’ha fatta. Chiedo a tutti noi una preghiera per l’anima del nostro Angioletto Salvatore».
Uno strazio che coinvolge tutti coloro che conoscevano Salvo: «Incredulità, sgomento – dicono gli amici e compagni – e tristezza. Oggi perdiamo un compagno, amico, educato, buono, bello, solare. Una perdita immane per tutta la nostra comunità. È una disgrazia che colpisce tutti lasciandoci nello sgomento».
Il sindaco di Lentini, Rosario Lo Faro, ha proclamato oggi il lutto cittadino in occasione del rito funebre.
La dinamica dell’incidente
Secondo la ricostruzione del fatale incidente, lo studente viaggiava a bordo di uno scooter, in compagnia di un amico di tredici anni, quando all’incrocio con via Solferino e via Agnone si è scontrato con una Polo Volkswagen guidata ad alta velocità da un 50enne di Villasmundo che non si è fermato per prestare soccorso.
Nell’impatto i due ragazzini sono stati sbalzati dal sellino, finendo contro la segnaletica orizzontale.
L’inchiesta e l’autopsia
La Procura di Siracusa ha aperto un fascicolo per omicidio stradale in quanto il conducente della Polo, un cinquantenne di Villasmundo, sottoposto ad alcol test e esame tossicologico, sarebbe stato trovato positivo agli accertamenti.
Dall’autopsia sul corpo di Salvuccio sarebbe emerso che lo studente è morto per un politrauma cranico – toracico.
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