Sei milioni di euro per mettere mano a una delle infrastrutture più delicate del sistema idrico siracusano.
Una cifra importante, destinata ad ammodernare le condotte che dai pozzi di contrada Dammusi trasportano l’acqua verso i serbatoi di Teracati e Bufalaro, con l’obiettivo di ridurre le frequenti rotture delle tubazioni e quei disservizi prolungati che, quando l’acqua manca dai rubinetti, si trasformano in un problema concreto per famiglie e attività economiche.
Ma dietro l’annunciato intervento si apre anche un’altra partita: quella delle modalità di affidamento dei lavori, della trasparenza nella gestione delle risorse e del possibile impatto economico sulle bollette. A sollevare la questione è Alessandro Acquaviva, portavoce del Forum Provinciale per l’Acqua Pubblica, che accoglie favorevolmente la prospettiva dell’ammodernamento, ma invita a non confondere un intervento dovuto con una concessione straordinaria alla città.
«Questa notizia non può che essere salutata con favore», afferma Acquaviva, precisando tuttavia che il progetto «non costituisce affatto un regalo alla città, bensì un preciso obbligo del gestore e un adempimento già previsto nel Piano d’Ambito».
Il messaggio è chiaro: migliorare la rete idrica è necessario, ma altrettanto necessario è garantire che ogni euro venga speso secondo criteri di trasparenza, economicità e piena legittimità.
Il nodo degli appalti: affidamento interno o gara pubblica?
È proprio sulle procedure di affidamento che il Forum concentra le proprie preoccupazioni. Secondo quanto riferito da Acquaviva, alcune indiscrezioni prospetterebbero la possibilità di affidare i lavori in house, cioè attraverso una società riconducibile al gruppo dei soci di Aretusacque, anziché ricorrere a una procedura di gara a evidenza pubblica.
Un’ipotesi che, precisa il portavoce, dovrà essere verificata, ma che il Forum considera meritevole di particolare attenzione. Da qui la richiesta al Consiglio di Sorveglianza di Aretusacque di vigilare sulle scelte gestionali e di scongiurare qualsiasi possibile speculazione sui costi di realizzazione dell’opera.
La differenza, nella ricostruzione proposta dal Forum, potrebbe tradursi in cifre tutt’altro che marginali. Acquaviva sostiene infatti che il ricorso alla gara pubblica consenta mediamente di ridurre del 30% i costi rispetto al computo metrico posto a base d’asta.
Per rendere concreto il ragionamento, il portavoce propone un esempio: un’opera che, attraverso una procedura competitiva, potrebbe costare quattro milioni di euro rischierebbe di arrivare a sei milioni in caso di affidamento diretto o interno.
Due milioni di euro di differenza, secondo lo scenario ipotizzato dal Forum, sui quali si concentra la contestazione.
Si tratta di una stima illustrativa presentata da Acquaviva, non di un costo consuntivo dell’intervento né di un risparmio già accertato. Il punto sollevato resta tuttavia centrale: quali procedure saranno adottate e quali garanzie verranno offerte per assicurare la congruità della spesa?
Il rischio bollette e il conto da pagare per la rete idrica
La questione non si esaurisce nei bilanci della società che gestisce il servizio. Per il Forum, infatti, l’eventuale lievitazione dei costi potrebbe avere conseguenze anche sugli utenti e sui Comuni.
Nella prospettiva delineata da Acquaviva, maggiori oneri per la realizzazione delle opere potrebbero riflettersi sulla determinazione della tariffa idrica, con possibili ripercussioni sulle bollette dei cittadini. È su questo passaggio che la denuncia assume una dimensione immediatamente concreta: il timore è che a sostenere il peso economico di scelte gestionali poco efficienti siano proprio coloro che già subiscono i disagi provocati dalle criticità della rete.
Da qui l’affondo del portavoce: «Questo modo di gestire non è fare vera impresa, bensì fare mero business sulle spalle del territorio».
Parole dure, che esprimono la posizione del Forum e chiamano in causa la necessità di distinguere tra l’esecuzione di un intervento indispensabile e le modalità con cui viene realizzato, finanziato e contabilizzato.
Il Forum chiede controlli e non esclude segnalazioni
La richiesta rivolta al Consiglio di Sorveglianza è dunque quella di esercitare un controllo puntuale sulle decisioni relative all’opera, verificando procedure, costi e rispetto delle regole. L’obiettivo dichiarato è evitare che un investimento destinato a migliorare il servizio idrico possa trasformarsi in un aggravio ingiustificato per la collettività.
Il Forum Provinciale per l’Acqua Pubblica annuncia inoltre che si riserva di segnalare alle autorità competenti qualsiasi azione o scelta gestionale che dovesse risultare ingiustificatamente onerosa per gli utenti e per le casse comunali.
Resta ora da chiarire quale procedura verrà effettivamente adottata per l’affidamento dei lavori e quali elementi tecnici ed economici sosterranno la scelta. Le indiscrezioni richiamate dal Forum non equivalgono, allo stato delle informazioni fornite, a una decisione formalmente accertata; allo stesso modo, l’eventuale affidamento interno dovrà essere valutato alla luce delle norme applicabili e delle condizioni concrete dell’operazione.
La posta in gioco, intanto, è duplice: da una parte, ridurre le criticità di una rete che provoca disagi ai cittadini; dall’altra, assicurare che i sei milioni destinati all’intervento siano gestiti con la massima trasparenza e senza costi evitabili.
Perché l’acqua deve arrivare regolarmente nelle case. Ma, secondo il Forum, anche il conto dell’operazione deve essere limpido.
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