I due chirurghi indagati nell’inchiesta per la morte di Margaret Spada, a seguito di un intervento di rinoplastica, sono tornati a lavorare.
Marco e Marco Antonio Procopio, padre e figlio, chirurghi estetici, sarebbero nuovamente operativi a quattro mesi dalla morte della 22enne siciliana. Sebbene i sigilli dei Nas siano attivi, i Procopio opererebbero attualmente all’Ipanema Clinic.
La tragica morte di Margaret Spada, avvenuta il 4 novembre 2024 a Roma durante un intervento di rinoplastica, ha sollevato un acceso dibattito sulla sicurezza degli interventi di chirurgia estetica in Italia.
A determinare l’aggravamento delle condizioni di Margaret fu una “polmonite ab ingestis”: restò in coma tre giorni e morì per arresto cardiocircolatorio. Emerse anche che ci furono imperizie nelle manovre di emergenza e che le fu detto che poteva mangiare prima dell’intervento.
Gli indagati operano in un’altra clinica di ‘famiglia’
Nonostante le accuse di omicidio colposo che pendono sui chirurghi Marco e Marco Antonio Procopio, i professionisti hanno ripreso la loro attività, sebbene il loro studio di via Cesare Pavese sia ancora sotto sequestro da parte dei Nas. La loro seconda clinica, Ipanema Clinic, invece, continua a operare normalmente.
Non più operativi nello studio medico dove si era fatto l’intervento a Margaret, secondo quanto sostenuto dal Corriere della Sera, è possibile prendere appuntamento nella loro clinica Ipanema, situata in via Louis Pasteur 78, dove il fratello Raffaello Procopio, non coinvolto nell’indagine, continua a lavorare.
Purtroppo nulla vieterebbe ai due medici indagati di esercitare la professione. L’Ordine dei medici capitolini non può adottare provvedimenti se non a sentenza di terzo grado ovvero definitiva. La Procura, per il momento, non ha chiesto di inibire l’attività dei Procopio.
Legale famiglia Margaret: “Rammarico”
“La notizia non rappresenta di certo una novità, atteso che – allo stato – i due medici sono indagati per omicidio colposo in ambito sanitario e non risulta essere stata applicata alcuna misura interdittiva all’esercizio della professione.
I genitori e la sorella che vivono ogni giorno il dolore per la perdita di Margaret, stamani con il sottoscritto hanno commentato con animo evidentemente rammaricato la notizia.
Nel contempo, mi hanno rinnovato il loro sentimento di fiducia nel lavoro della magistratura e attendono a breve gli esiti delle attività di indagine”. A dichiararlo è l’avvocato Alessandro Vinci, legale della famiglia di Margaret.
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