Un’aggressione brutale, immotivata e resa ancora più odiosa dalla vulnerabilità della vittima. È questo il quadro desolante emerso dalle indagini nel cuore della provincia ennese, dove una serata di svago si è trasformata in un episodio di pura prevaricazione. La risposta dello Stato non si è fatta attendere: il Questore di Enna ha firmato tre provvedimenti di divieto di accesso alle aree pubbliche e ai locali di intrattenimento, applicando con fermezza il cosiddetto “Daspo Willy”.
Il fatto: un’aggressione senza movente. La vicenda si è consumata tra le strade del centro abitato, in una zona solitamente frequentata da giovani e famiglie. I tre soggetti coinvolti, dopo aver trascorso la serata all’interno di un locale, hanno incrociato un passante. Senza che vi fosse stata alcuna provocazione o lite pregressa, il gruppo si è scagliato contro l’uomo, un cittadino affetto da un lieve deficit psichico.
Le percosse sono state ripetute e violente, interrotte solo dal provvidenziale intervento dei gestori di un esercizio commerciale vicino, i quali, accortisi della gravità di quanto stava accadendo, sono riusciti a sottrarre la vittima dalla furia del branco. Grazie alla successiva attività investigativa condotta dai militari dell’Arma, gli aggressori sono stati identificati in tempi brevi; è emerso che due dei tre responsabili sono ancora minorenni, un dettaglio che solleva ulteriori interrogativi sulla deriva violenta tra i giovanissimi.
Cos’è il Daspo Willy: la scure della prevenzione. La misura adottata, tecnicamente disciplinata dall’art. 13 bis del D.L. n. 14/2017, è nota alle cronache come “Daspo Willy” in memoria di Willy Monteiro Duarte, il ventunenne la cui vita fu spezzata a Colleferro nel 2020 nel tentativo di difendere un amico.
Questo strumento non è una sanzione penale in senso stretto, ma una misura di prevenzione amministrativa estremamente efficace:
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Divieto di accesso: Impedisce ai soggetti di entrare nei locali pubblici (bar, discoteche, pub) situati nell’area dell’aggressione.
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Divieto di stazionamento: Vieta persino di sostare nelle immediate vicinanze dei luoghi di aggregazione.
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Estensione: Nei casi più gravi, come questo, il raggio d’azione può essere esteso ai locali di tutta la provincia.
Sicurezza e legalità: l’impegno delle Istituzioni. L’intervento tempestivo della Polizia di Stato non serve solo a punire un comportamento inaccettabile, ma mira a prevenire l’escalation della cosiddetta “mala movida”. L’obiettivo è chiaro: restituire ai cittadini spazi di socialità sicuri, dove la violenza non trovi spazio sotto il velo della “distrazione” notturna.
L’adozione di questi tre provvedimenti ribadisce la linea della “tolleranza zero” seguita dalle forze dell’ordine a Enna, riaffermando che la tutela delle fasce più deboli della popolazione e la sicurezza urbana restano priorità assolute della Questura.
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