Carabinieri della Stazione di Villafrati

Cefalà Diana. Dentista “fai-da-te” nel soggiorno di casa: blitz dei NAS nel Palermitano

di Redazione

Studio odontoiatrico abusivo scoperto a Cefalà Diana. Denunciato un odontotecnico di 59 anni: operava senza laurea né igiene

Un viavai sospetto di persone che entravano e uscivano da una normale abitazione privata, in orari tipici da ufficio, ha fatto scattare il campanello d’allarme. Quello che sembrava un tranquillo domicilio a Cefalà Diana nascondeva, in realtà, un vero e proprio ambulatorio dentistico clandestino, gestito in totale spregio delle norme igienico-sanitarie e della legge.

L’appostamento e l’irruzione. L’operazione è nata dall’intuizione dei Carabinieri della Stazione di Villafrati. I militari, dopo aver monitorato per giorni i movimenti nei pressi dell’edificio, hanno deciso di vederci chiaro. Con il supporto dei colleghi del NAS di Palermo (Nucleo Antisofisticazioni e Sanità), è scattata l’ispezione che ha confermato i sospetti più gravi. Al momento dell’accesso, le forze dell’ordine si sono trovate davanti a una scena surreale:

  • La sala d’attesa: Quattro pazienti seduti in un soggiorno-cucina, in attesa del proprio turno tra arredi domestici e odore di cibo.

  • L’ambulatorio improvvisato: In una stanza attigua, un’anziana paziente era già sotto i ferri, assistita dal titolare della struttura.

Laurea assente, igiene zero. Il protagonista della vicenda è un odontotecnico di 59 anni, volto già noto alle forze dell’ordine. Nonostante il possesso di un semplice diploma professionale, l’uomo effettuava interventi complessi riservati esclusivamente a medici chirurghi o odontoiatri regolarmente iscritti all’albo. Ciò che ha allarmato maggiormente gli ispettori del NAS è stata la totale assenza di protocolli di sterilizzazione. I ferri chirurgici e le attrezzature — tra cui lampade fotopolimerizzanti e macchinari per la pulizia orale — sono stati rinvenuti privi di sigilli di garanzia e di alcun trattamento di igienizzazione, esponendo i clienti a gravissimi rischi di infezioni e malattie trasmissibili.

I provvedimenti. L’intero appartamento, insieme a tutte le attrezzature sanitarie e i farmaci rinvenuti, è stato posto sotto sequestro preventivo. Per il 59enne è scattata la denuncia a piede libero alla Procura della Repubblica: dovrà rispondere del reato di esercizio abusivo della professione medica. L’operazione si inserisce in un più ampio piano di controlli dell’Arma volto a contrastare l’abusivismo sanitario, un fenomeno che non solo danneggia i professionisti onesti, ma mette a repentaglio la salute pubblica, spesso attirando i cittadini con tariffe agevolate a fronte di standard di sicurezza inesistenti.

01 Gennaio 2026 | 14:49
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