La Procura della Repubblica di Catania ha reso noto che, nella serata del 16 giugno 2026, personale della Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari nei confronti di due persone gravemente indiziate dei reati di tentato omicidio e di porto e detenzione illegale di armi da fuoco. Secondo l’ipotesi accusatoria, i fatti sarebbero stati commessi avvalendosi delle condizioni previste dall’articolo 416-bis del Codice Penale e con l’obiettivo di agevolare il clan mafioso Cappello-Bonaccorsi. Nella vicenda risulta coinvolta anche la vittima dell’agguato, un giovane nato nel 2002, ritenuto vicino alla famiglia mafiosa Santapaola e indagato a sua volta per porto e detenzione abusiva di armi.
L’attività investigativa, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia e condotta dalla Squadra Mobile di Catania, ha consentito di ricostruire il tentato omicidio avvenuto nella notte del 15 febbraio 2026. Intorno alle 3.50, a seguito di una segnalazione giunta alla sala operativa, gli agenti hanno rinvenuto il giovane ferito in via Fava. Trasportato all’ospedale Garibaldi-Nesima, gli è stata diagnosticata una ferita da arma da fuoco con foro d’ingresso nella zona ascellare posteriore e uscita nella parte anteriore.

Le indagini si sono sviluppate attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, oltre all’analisi delle immagini registrate da numerosi impianti di videosorveglianza. Gli investigatori ritengono che il ferimento sia maturato nell’ambito di uno scontro tra esponenti del gruppo di San Giovanni Galermo, ritenuto vicino al clan Cappello-Bonaccorsi, e soggetti legati all’entourage familiare di un noto esponente di Cosa Nostra catanese. All’origine della vicenda vi sarebbe una lite scoppiata poche ore prima all’interno della discoteca Ecs Dogana di via Dusmet. Durante l’alterco sarebbero stati aggrediti il fratello minore della vittima e un altro ragazzo minorenne, nipote del boss mafioso coinvolto indirettamente nella vicenda, da parte di alcuni giovani provenienti dal quartiere San Giovanni Galermo.
Venuto a conoscenza dell’accaduto, il giovane ferito, insieme ad altre cinque persone del quartiere San Giorgio, avrebbe deciso di raggiungere San Giovanni Galermo a bordo di tre motocicli per cercare una rivalsa. Tuttavia, secondo la ricostruzione investigativa, il gruppo avrebbe trovato ad attenderlo alcuni giovani armati appartenenti alla fazione rivale, tra i quali figurerebbe uno degli arrestati. Poco dopo, intorno alle 3.36, il convoglio di motociclette è stato intercettato in viale Tirreno da due automobili con a bordo componenti del gruppo antagonista. Ne sarebbe scaturito un inseguimento durante il quale sarebbero stati esplosi diversi colpi d’arma da fuoco. Uno dei proiettili ha raggiunto la vittima alla spalla destra mentre si trovava sull’ultimo motociclo della fila.

Gli inquirenti ritengono inoltre che anche il gruppo della vittima fosse armato e abbia risposto al fuoco durante la fuga. La corsa si è conclusa pochi minuti dopo in via Fava, dove il giovane, debilitato dalla ferita riportata, ha perso il controllo del mezzo cadendo sull’asfalto. Il passeggero che viaggiava con lui sarebbe salito su un’altra motocicletta del gruppo, allontanandosi e lasciandolo sul posto. Successivamente il ferito è stato individuato dalle forze dell’ordine in una piazza di spaccio situata in via Capo Passero. In quella circostanza è stato arrestato per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti in concorso, poiché trovato in possesso di oltre 120 dosi tra cocaina, crack e marijuana.
La Procura sottolinea che le accuse formulate si basano sul quadro indiziario raccolto nel corso delle indagini e che, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza, la responsabilità degli indagati potrà essere accertata soltanto con una sentenza definitiva.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

