Catania. Blitz antidroga in via Acquicella: due arresti in una presunta casa di spaccio

di Redazione

I Carabinieri hanno monitorato gli accessi all’abitazione e fermato tre presunti acquirenti con dosi di crack appena acquistate. Sequestrati contanti e materiale ritenuto utile al confezionamento della droga

Tre persone fermate con dosi di crack appena acquistate e, subito dopo, l’intervento dei Carabinieri nell’abitazione sospettata di essere un punto di vendita di stupefacenti. L’operazione, condotta dai militari del Nucleo Operativo della Compagnia di Catania Piazza Dante nella zona di via Acquicella, si è conclusa con l’arresto di due uomini, di 19 e 33 anni, indagati per presunta attività di spaccio in concorso.

L’indagine è partita dall’attenzione rivolta a un immobile già interessato in passato da interventi delle forze dell’ordine. Gli accertamenti sul territorio avrebbero fatto emergere elementi tali da ipotizzare che la struttura fosse tornata a essere utilizzata per la vendita di sostanze stupefacenti.

Per verificare i sospetti, i Carabinieri hanno organizzato un servizio di osservazione con più equipaggi, dislocati nei punti strategici delle strade circostanti. I militari hanno seguito i movimenti delle persone in entrata e in uscita, coordinando gli interventi attraverso comunicazioni radio.

Il monitoraggio ha consentito di fermare tre uomini in momenti distinti, subito dopo che avevano lasciato l’abitazione. Ognuno di loro sarebbe stato trovato in possesso di una dose di crack appena acquistata all’interno dell’immobile.

La porta chiusa e l’ingresso dei militari

Raccolti questi elementi, gli investigatori hanno deciso di procedere con l’accesso all’abitazione. Alla vista dei Carabinieri, le persone presenti avrebbero chiuso rapidamente la porta d’ingresso, ostacolando l’intervento. I militari sono comunque riusciti a entrare e a identificare i due presunti responsabili, di 19 e 33 anni.

La successiva perquisizione personale e domiciliare ha permesso di recuperare denaro contante nelle tasche dei due indagati e altri 60 euro in monete, nascosti in un contenitore artigianale collocato nel disimpegno.

All’interno di un’intercapedine ricavata nel muro sono stati inoltre trovati oggetti ritenuti compatibili con il confezionamento delle dosi: un rotolo di carta stagnola, un paio di forbici e un cartoncino manoscritto con alcune cifre.

Telecamere e locali in condizioni precarie

Durante l’ispezione, i Carabinieri hanno documentato anche le condizioni dell’immobile, descritto come fatiscente e caratterizzato da scarse condizioni igienico-sanitarie.

Nella stanza che sarebbe stata utilizzata per la consegna delle dosi era presente un televisore collegato a un impianto di videosorveglianza esterno. I cavi di collegamento, tuttavia, risultavano tagliati.

Un ulteriore elemento ha attirato l’attenzione degli investigatori: il wc era stato divelto dalla propria sede e il pavimento, insieme alle superfici circostanti, appariva bagnato. Secondo quanto riportato negli atti, queste circostanze sarebbero compatibili con un possibile tentativo di eliminare rapidamente la sostanza stupefacente attraverso le tubature di scarico.

Al termine delle operazioni, il diciannovenne e il trentatreenne sono stati arrestati con l’ipotesi di spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti in concorso.

Le responsabilità contestate dovranno essere accertate nelle sedi giudiziarie competenti. Per entrambi resta valida la presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.

25 Ottobre 2026 | 13:01
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