Catania. Attenti ai truffatori! I consigli dei Carabinieri, al teatro musicale di Piedimonte Etneo

di Redazione

L’Arma di Catania infatti, ha lanciato da tempo una massiccia campagna di prevenzione delle truffe

Quello delle truffe agli anziani rappresenta un fenomeno crescente, che colpisce sempre più frequentemente le persone vulnerabili, che spendono molto tempo a casa da sole, il cui isolamento risulta causato dallo stato di salute o dalla lontananza dagli affetti.

Di fronte a questo odioso fenomeno, prosegue senza sosta il ciclo di incontri promossi dal Comando Provinciale di Catania, volti a fornire consigli utili ai cittadini per riconoscere le situazioni sospette, prevenire e contrastare le truffe.

In questo quadro, qualche giorno fa, il Comandante della Stazione Carabinieri di Piedimonte Etneo, Mar. Ca. Giuseppe Di Francesco, ha svolto un incontro presso il teatro musicale comunale, rivolto ai cittadini della terza età, presenti numerosi, in cui ha fornito consigli utili per riconoscere le truffe e imparare a difendersi.

L’Arma di Catania infatti, ha lanciato da tempo una massiccia campagna di prevenzione delle truffe, con incontri nei circoli per anziani, nei teatri locali, nelle parrocchie che, che mediante la diffusione di un dépliant informativo, aiutano anziani e più fragili a difendersi, nella consapevolezza che la collaborazione tra le forze dell’ordine, le autorità civili e religiose, vicine alle famiglie, sia fondamentale per proteggere le persone più esposte a queste scellerate condotte fraudolente, e accrescere il senso civico e la fiducia dell’Istituzione.

Durante l’incontro, il Maresciallo ha illustrato le diverse strategie adottate dai truffatori e ha messo in guardia i cittadini da chi, spacciandosi per un carabiniere, contatta la vittima, e con vari pretesti, tenta di introdursi in casa o di estorcere denaro con l’inganno.

Non è raro infatti, che le persone anziane conservino in casa soldi contanti e oggetti preziosi, questi ultimi spesso di grande valore affettivo, e che tendano a fidarsi degli estranei che si qualificano come appartenenti alle forze dell’ordine, avvocati, tecnici o impiegati di aziende note.

Negli ultimi tempi è stato anche rilevato il ricorso da parte dei truffatori a nuove tecnologie, come l’intelligenza artificiale, e la messa a punto di espedienti sempre più accurati, adattati in base ai contesti e alle circostanze. Tutto nel deplorevole tentativo di portare via gli averi delle povere vittime finite nel loro mirino.

Signora suo figlio è in pericolo, deve pagare per farlo uscire dai guai” oppure “Siamo i tecnici del gas, dobbiamo controllare il contatore”, o anche “la sua targa è stata rilevata sul luogo di una rapina, venga subito in caserma per alcuni chiarimenti” ma anche “abbiamo registrato prelievi fraudolenti sul suo conto, ci fornisca i codici di accesso per sbloccarlo”.

Sono solo alcune delle frasi a cui questi soggetti ricorrono quando contattano le persone anziane, per intimidirle, raggirarle ed estorcere i loro beni. Gli escamotage ormai non si contano più, dal figlio vittima di un incidente stradale o arrestato, alle truffe telematiche per approfittarsi di conti correnti e depositi, l’inventiva dei truffatori non conosce limiti.

La prospettiva di un facile guadagno e l’alto livello di fiducia che i cittadini ripongono nella Benemerita, sono spesso le ragioni che spingono a compiere questi crimini detestabili. Ecco alcune regole fondamentali per proteggersi:

  • Diffidare dalle apparenze: I veri carabinieri, poliziotti o finanzieri non chiedono soldi, gioielli o oggetti preziosi. Occorre sempre verificare l’identità di chi si presenta come rappresentante di enti pubblici.
  • Non aprire la porta agli sconosciuti: nessun ente pubblico manda funzionari a domicilio senza preavviso. In caso di dubbio, contattare direttamente l’ente di riferimento prima di far entrare chiunque.
  • Attenzione ai falsi documenti: un tesserino può essere falsificato. Chiunque si dichiari appartenente alle forze dell’ordine deve essere accompagnato da un’auto di servizio con i colori istituzionali.
  • Non fornire informazioni al telefono: nessun carabiniere chiede denaro o dati personali al telefono. Diffidare di chi segnala emergenze su familiari o amici in difficoltà.
  • Proteggere i dati online: usare password complesse e non aprire e-mail o link sospetti da mittenti sconosciuti.

Questo genere di incontri proseguirà senza pause in tutto il territorio della provincia, in modo da imprimere un messaggio chiaro: diffidare delle apparenze e, in caso di dubbio, chiamare il numero unico di emergenza 112!

05 Marzo 2026 | 12:14
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