Catania. Assalto al rame nel centro storico: identificato e denunciato il presunto autore del furto

di Redazione

I Carabinieri della Stazione Piazza Dante hanno ricostruito il colpo grazie alle immagini della videosorveglianza. Sottratti circa dieci metri di grondaia da un edificio del centro cittadino

Il mercato clandestino del rame continua ad alimentare una lunga serie di furti che, oltre a garantire facili guadagni alla criminalità, provocano ingenti danni economici ai proprietari di immobili e alle infrastrutture pubbliche. Un fenomeno che da anni interessa l’intero territorio nazionale e che continua a rappresentare una delle principali criticità affrontate quotidianamente dalle forze dell’ordine.

Proprio nell’ambito delle attività di contrasto ai reati predatori, i Carabinieri della Stazione di Catania Piazza Dante hanno portato a termine un’attività investigativa che ha consentito di individuare il presunto responsabile del furto di una grondaia in rame, asportata da un edificio situato nel cuore del centro storico cittadino.

Al termine degli accertamenti, i militari dell’Arma hanno denunciato all’Autorità Giudiziaria un uomo di 35 anni, residente a Catania, ritenuto, sulla base degli elementi raccolti nel corso delle indagini, il presunto autore del furto aggravato. Naturalmente, come previsto dalla legge, nei suoi confronti resta valida la presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

L’indagine ha preso avvio dopo la denuncia presentata dal proprietario dell’immobile, che aveva segnalato la scomparsa di circa dieci metri di grondaia in rame, rimossa durante le ore notturne. Il furto non si è limitato alla sottrazione del materiale metallico, ma ha provocato anche danni alla struttura dell’edificio, rendendo necessari successivi interventi di ripristino.

Determinante, ai fini dell’individuazione del presunto responsabile, è stato il lavoro svolto dai Carabinieri nell’analisi dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona. Le immagini acquisite hanno consentito agli investigatori di ricostruire con precisione le varie fasi dell’azione criminosa, seguendo gli spostamenti dell’uomo e raccogliendo elementi ritenuti utili per la sua identificazione.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti, i militari sono riusciti a riconoscere il sospettato, già conosciuto alle forze dell’ordine per pregresse vicende giudiziarie. Gli elementi raccolti hanno quindi portato alla denuncia per furto aggravato.

Il rame continua a rappresentare uno dei materiali più ricercati dalla criminalità predatoria per il suo elevato valore commerciale e per la facilità con cui può essere rivenduto attraverso canali illegali oppure immesso nel circuito del recupero dei metalli. La domanda costante proveniente dai settori dell’edilizia, dell’industria, degli impianti elettrici e delle telecomunicazioni mantiene infatti elevata la quotazione di questo metallo, rendendolo particolarmente appetibile per i ladri.

Sul mercato internazionale il rame raggiunge valori che oscillano generalmente tra i 9 e i 10 euro al chilogrammo, mentre nel settore del recupero dei rottami il prezzo può variare tra i 4 e gli 8 euro al chilo in funzione della qualità del materiale. Chi lo sottrae illegalmente, tuttavia, ricava spesso somme inferiori, cedendolo a intermediari senza scrupoli o attraverso circuiti illeciti.

Negli ultimi anni i furti di rame hanno interessato un numero sempre crescente di obiettivi. Oltre alle tradizionali grondaie e ai pluviali, vengono presi di mira cavi elettrici, impianti industriali, pannelli fotovoltaici, cantieri, edifici pubblici, abitazioni private, aziende, strutture religiose e perfino aree cimiteriali. Si tratta di manufatti che possono essere rimossi rapidamente, soprattutto durante le ore notturne, quando il rischio di essere scoperti diminuisce.

Il valore del metallo sottratto, però, rappresenta solo una parte del danno subito dalle vittime. Nella maggior parte dei casi, infatti, per impossessarsi del rame i malviventi provocano gravi danneggiamenti agli edifici o agli impianti, costringendo proprietari ed enti pubblici ad affrontare costosi lavori di riparazione e ripristino che possono superare di gran lunga il valore del materiale rubato.

Per questo motivo l’Arma dei Carabinieri continua a mantenere alta l’attenzione sul fenomeno, intensificando i controlli e le attività investigative finalizzate a prevenire e reprimere i furti di rame, un reato che continua ad avere un forte impatto economico e sociale sul territorio. L’operazione condotta dalla Stazione di Piazza Dante si inserisce proprio in questa costante attività di contrasto, confermando l’importanza delle indagini tradizionali integrate con l’utilizzo delle moderne tecnologie di videosorveglianza per individuare i responsabili dei reati contro il patrimonio.

05 Luglio 2026 | 11:39
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