Ad Avola sarebbe emersa una realtà criminale composta da giovanissimi che, secondo gli investigatori, avrebbe cercato di imporre il proprio controllo sul territorio attraverso la violenza, le minacce e la disponibilità di un vero e proprio arsenale, comprendente anche armi da guerra.
L’operazione, eseguita nelle prime ore della giornata dalla Polizia di Stato, ha portato all’esecuzione di diverse ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di giovani residenti nel comune della zona sud della provincia di Siracusa. Gli indagati, di età compresa tra i 19 e i 24 anni, sono accusati, a vario titolo, di una serie di reati che spaziano dalla ricettazione alla detenzione e al porto illegale di armi, comprese armi da guerra, fino alle lesioni personali aggravate, alla detenzione di sostanze stupefacenti finalizzata allo spaccio e all’introduzione di materiale illecito all’interno della casa circondariale.
L’inchiesta avrebbe consentito di ricostruire l’attività di un gruppo particolarmente attivo nel contesto avolese, caratterizzato da episodi di aggressione e intimidazione che sarebbero stati messi in atto anche con l’utilizzo o la minaccia delle armi. Secondo quanto emerso dalle indagini, la banda avrebbe perseguito l’obiettivo di consolidare la propria posizione e affermare una supremazia sul territorio, entrando in conflitto con altri gruppi giovanili rivali.
Tra gli elementi che hanno maggiormente attirato l’attenzione degli investigatori vi sarebbe proprio la disponibilità di armi ritenute particolarmente pericolose, circostanza che avrebbe innalzato il livello di allarme sul fenomeno criminale monitorato dalle forze dell’ordine. Parallelamente, il gruppo sarebbe stato coinvolto in attività di spaccio di sostanze stupefacenti, alimentando un circuito illecito che interessava diverse aree della città.
L’operazione rappresenta l’esito di una complessa attività investigativa sviluppata dalla Squadra Mobile della Questura di Siracusa e dagli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Avola. Le indagini sono state coordinate dalla Procura della Repubblica di Siracusa, che ha raccolto e valutato gli elementi ritenuti utili per richiedere le misure cautelari eseguite dagli uomini della Polizia di Stato.
L’intervento delle forze dell’ordine si inserisce nell’ambito delle attività di contrasto ai fenomeni di criminalità giovanile e al traffico di stupefacenti nel territorio siracusano, con l’obiettivo di prevenire ulteriori episodi di violenza e garantire maggiori condizioni di sicurezza alla comunità locale.
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