Siracusa. Traffico di armi, droga e contatti inquietanti: Tribunale inchioda baby gang di Avola, denunciati altri 20 giovani

di Redazione

Il giudice per le indagini preliminari di Siracusa convalida le sette misure cautelari eseguite dalla Polizia di Stato. Proseguono gli accertamenti degli investigatori che hanno individuato ulteriori soggetti riconducibili al gruppo finito sotto la lente degli inquirenti

L’indagine che nei giorni scorsi ha portato all’esecuzione di sette misure cautelari nei confronti di altrettanti giovani di Avola registra un nuovo sviluppo. Nella mattinata di oggi il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Siracusa ha infatti confermato i provvedimenti restrittivi eseguiti venerdì scorso dagli agenti della Polizia di Stato nell’ambito di un’inchiesta che ruota attorno a presunti episodi di detenzione e porto abusivo di armi in concorso.

I sette indagati, comparsi davanti all’autorità giudiziaria per l’interrogatorio di garanzia, hanno scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. Una decisione che rientra tra le prerogative previste dall’ordinamento e che non incide sul prosieguo delle attività investigative. Nel frattempo gli investigatori del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Avola hanno continuato ad approfondire i diversi filoni dell’inchiesta, estendendo gli accertamenti ad altri soggetti ritenuti collegati al gruppo già finito nel mirino delle forze dell’ordine. Le verifiche svolte hanno portato all’iscrizione nel registro degli indagati di ulteriori venti giovani, denunciati in stato di libertà.

L’attività investigativa, coordinata dall’Autorità Giudiziaria, avrebbe consentito agli agenti di ricostruire una rete di relazioni e frequentazioni che, secondo l’ipotesi accusatoria, faceva capo al gruppo oggetto dell’operazione. Un lavoro di analisi, monitoraggio e raccolta di elementi che ha consentito agli inquirenti di delineare un quadro più ampio rispetto a quello emerso nelle fasi iniziali dell’indagine. L’operazione rappresenta uno dei più significativi interventi condotti negli ultimi mesi nel territorio avolese sul fronte della prevenzione e del contrasto ai fenomeni di criminalità giovanile. L’obiettivo delle forze dell’ordine resta quello di arginare sul nascere dinamiche potenzialmente pericolose per la sicurezza pubblica e per il tessuto sociale cittadino.

Le indagini proseguono per verificare eventuali ulteriori responsabilità e per chiarire ogni aspetto della vicenda. Gli elementi raccolti saranno sottoposti al vaglio della magistratura nelle successive fasi processuali. Resta fermo il principio costituzionale della presunzione di innocenza: tutti gli indagati devono considerarsi non colpevoli fino all’eventuale pronuncia definitiva di condanna, che potrà intervenire soltanto al termine dell’intero iter giudiziario previsto dalla legge.

09 Giugno 2026 | 11:27
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