La mobilitazione dal basso prende forma nel cuore del centro storico di Augusta. Domenica mattina, dalle 9.30 alle 12.30, piazza Duomo diventerà il luogo simbolo di una iniziativa civica che mira a trasformare la preoccupazione diffusa in un atto formale destinato alla magistratura. I cittadini saranno chiamati a sottoscrivere un esposto popolare che verrà depositato presso la Procura della Repubblica di Augusta, con l’obiettivo di chiedere chiarezza sulla vicenda degli incendi che hanno interessato lo stabilimento Ecomac srl.
L’iniziativa nasce dalle sollecitazioni e dal crescente allarme proveniente dalle comunità di Augusta, Melilli e Priolo, territori che nei mesi estivi del 2025 hanno vissuto giorni di forte apprensione a causa dei ripetuti roghi scoppiati nell’impianto Ecomac, situato in contrada Cusumano. Tra luglio e agosto, una serie di incendi ha interessato il sito industriale, generando colonne di fumo visibili a chilometri di distanza e provocando effetti percepiti anche nei centri abitati limitrofi, alimentando timori per la salute pubblica e per l’impatto ambientale.

Proprio a seguito di quegli episodi, e delle risposte ritenute insufficienti da una parte della cittadinanza, ha preso corpo l’idea di un esposto collettivo. Il documento è stato redatto dall’avvocata Giovanna Spataro, del Foro di Siracusa, e si fonda sul principio del diritto dei cittadini a vivere in un ambiente salubre e alla piena tutela della salute, sanciti dalla Costituzione. Nell’atto si chiede alla Procura di accertare le cause che hanno determinato gli incendi, di verificare il rispetto delle normative vigenti e di individuare eventuali responsabilità, sia sul piano gestionale sia su quello della sicurezza.
L’esposto non si limita agli aspetti ambientali. Tra i punti evidenziati vi è anche la necessità di approfondire la formazione del personale addetto e la reale capacità dello stabilimento di fronteggiare situazioni di emergenza, alla luce degli eventi verificatisi nell’estate scorsa. Un’attenzione particolare viene inoltre riservata alla regolarità dei rapporti di lavoro all’interno dell’azienda, con riferimento agli inquadramenti, alle qualifiche e ai trattamenti economici dei dipendenti, temi ritenuti strettamente connessi alla sicurezza complessiva del sito produttivo.
La raccolta firme di domenica rappresenta quindi un passaggio cruciale di una vicenda che, a distanza di mesi dagli incendi, continua a suscitare interrogativi e richieste di risposte. Un gesto di partecipazione civica che punta a portare nelle aule giudiziarie le istanze di un territorio che chiede trasparenza, prevenzione e garanzie concrete per il futuro.
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