Augusta. Ancora rifiuti ‘pericolosi’ vicino le case, nuovo impianto ‘calpesta la salute dei cittadini’: invocata revoca al Prefetto e Regione

di Redazione

La denuncia di 'Salvare Augusta': «Basta rifiuti, revocare l’autorizzazione a Hub Cem. L’impianto è troppo vicino alle case e ai siti protetti, violata ogni norma di sicurezza». Invece di dare seguito alle promesse fatte dopo l’incendio Ecomac si continua a firmare autorizzazioni come se nulla fosse accaduto

Mentre la città fa ancora i conti con l’incendio Ecomac e con le diossine sopra i limiti OMS, la Regione autorizza un nuovo mega-impianto di stoccaggio nel porto commerciale. Il Coordinamento “Salvare Augusta” denuncia: “Decisione scellerata, va revocata subito”

Ad Augusta la memoria è corta e la salute dei cittadini sembra contare poco. A meno di un mese dall’immenso incendio che ha devastato l’impianto Ecomac – sprigionando nell’aria quantità record di diossine e benzopirene – la Regione ha pensato bene di autorizzare la Hub Cem Augusta S.p.A. a realizzare un impianto di stoccaggio di rifiuti speciali e pericolosi nel porto commerciale, a due passi dal centro abitato.

I numeri sono da capogiro: 500.000 tonnellate di rifiuti non pericolosi all’anno, 9.000 tonnellate di rifiuti pericolosi, con una capacità di stoccaggio contemporaneo che supera quella di Ecomac. Sì, proprio quell’Ecomac che ha lasciato la popolazione con l’incubo di vivere in una “terra dei fuochi” dimenticata da tutti.

Le irregolarità ignorate

Il Coordinamento “Salvare Augusta” ha elencato una serie di violazioni tanto gravi quanto lampanti, che la Regione avrebbe preferito ignorare:

  • L’impianto sarebbe a 600 metri dalle case, quando la legge ne richiede almeno 3.000.

  • È a meno di 300 metri dalle Saline di Augusta, sito Natura 2000, violando la fascia di rispetto di 500 m.

  • Non esiste una Valutazione di Incidenza né una VIA, né sono arrivati i pareri obbligatori di ASP, Comune e ARPA.

  • L’area è vincolata dal Piano Paesaggistico, ma nessuno ha chiesto l’autorizzazione alla Soprintendenza.

Insomma, un iter autorizzativo che definire “allegro” è un eufemismo. Eppure, il decreto è stato firmato lo stesso.

Un territorio già avvelenato

Il 24 luglio scorso, durante la seduta della IV Commissione Ambiente ad Augusta, sindaci e associazioni avevano chiesto lo stop a nuovi impianti di rifiuti nell’AERCA, territorio già saturo di discariche, industrie e impianti a rischio. Ma il messaggio non è arrivato a Palermo, dove si continua a trattare Augusta come la discarica privilegiata della Sicilia.

«È assurdo – denuncia il Coordinamento – che proprio ieri, mentre sulle banchinedel porto commerciale scoppiava un nuovo incendio, qualcuno pensi di costruire lì un altro deposito di rifiuti speciali e pericolosi. Si continua a giocare con la salute di decine di migliaia di persone».

Politica assente, cittadini esasperati

Invece di dare seguito alle promesse fatte dopo l’incendio Ecomac – più controlli, prevenzione e sicurezza – si continua a firmare autorizzazioni come se nulla fosse accaduto.
Il Coordinamento chiede a Prefetto, sindaci, assessori regionali, ASP e ARPA di revocare le autorizzazioni a Hub Cem, Ecomac e alle discariche S.o.e.m. e LOG della Gespi.

Ma basteranno le proteste dei cittadini a fermare l’ennesima scelta scellerata? Ad Augusta, la sensazione è che il profitto valga sempre più della salute. E che la “pattumiera di Sicilia” sia destinata a diventare ancora più grande.

03 Agosto 2025 | 11:55
© RIPRODUZIONE RISERVATA