Le analisi effettuate oggi sull’aria nei pressi dell’impianto di stoccaggio Ecomac ad Augusta, in provincia di Siracusa, confermano la presenza di sostanze inquinanti e, in uno dei siti di campionamento, livelli anomali di diossina, compatibili con quelli riscontrabili in seguito a un vasto incendio.
Secondo una prima valutazione dell’Azienda Sanitaria Provinciale, la fase di maggiore criticità sembra essere passata. Tuttavia, viene raccomandata la prosecuzione delle misure precauzionali, soprattutto nei comuni di Melilli, Villasmundo e nella zona di Augusta più vicina al luogo dell’incendio.
I primi dati elaborati da ARPA Sicilia, a seguito del rogo che ha coinvolto l’impianto Ecomac, confermano le preoccupazioni iniziali: nel territorio di Melilli sono state registrate concentrazioni di Diossine e Furani che superano i limiti che solitamente indicano un’origine inquinante locale.
Sebbene altre sostanze come gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e i policlorobifenili (PCB) siano rimaste entro i limiti di sicurezza, l’insieme dei risultati suggerisce un impatto ambientale più articolato rispetto a quanto inizialmente ipotizzato.
Focus sui microinquinanti: dati allarmanti a Melilli
Particolare attenzione è stata rivolta ai microinquinanti, sostanze altamente tossiche prodotte durante i processi di combustione. Un dispositivo di campionamento ad alto volume, collocato sul tetto del municipio di Melilli, ha raccolto dati per 45 ore consecutive, tra il 5 e il 7 luglio.
I risultati parlano chiaro: per le Diossine e Furani (PCDD/PCDF) il livello misurato è stato di 738 femtogrammi per metro cubo (fg/m³). Per confronto, l’OMS considera valori superiori a 300 fg/m³ indicativi della presenza di una sorgente inquinante attiva. In ambito urbano, i livelli normali si aggirano intorno ai 100 fg/m³.
Invece per le sostanze PCB e Benzo(a)pirene, seppur rilevate, sono rimaste al di sotto delle soglie stabilite a livello europeo, non suscitando particolari allarmi.
Sostanze volatili: concentrazioni elevate di Benzene e Stirene
Campionamenti rapidi con canister hanno misurato la presenza di composti organici volatili. Il 6 luglio, nelle immediate vicinanze dell’impianto incendiato, sono state rilevate concentrazioni elevate di: Benzene 51,0 µg/Nm³ e Stirene: 21,3 µg/Nm³
Negli stessi giorni, nei centri abitati di Melilli e Solarino, i valori erano più contenuti, anche se leggermente superiori rispetto a quelli del giorno precedente. Questo evidenzia l’influenza diretta della distanza dall’origine dell’incendio sull’intensità dell’inquinamento.
Le attività di monitoraggio da parte di ARPA Sicilia continueranno per determinare l’estensione territoriale e temporale dell’impatto ambientale.
Sinistra Italiana Siracusa: “Certificato danno ambientale e alla salute dei cittadini”
“Non ci voleva molto a capire, e sapere, che la nube di fumo prodotta dall’incendio esploso all’interno dell’impianto della ditta Ecomac fosse pericolosa e nociva per la salute delle persone e per l’ambiente.
Il report di Arpa sulla qualità dell’aria che abbiamo respirato nei giorni scorsi lo conferma: si sono superati i limiti, più volte e in diversi punti di rilevazione, anche e soprattutto nelle ore in cui l’incendio divampava e la nube di fumo occupava il cielo sopra la zona industriale e i comuni di Melilli, Priolo, Augusta e dell’hinterland.
Un disastro ambientale di grandi proporzioni, un attacco alla salute dei cittadini e delle cittadine.
Adesso si tratta di capire cosa succederà. E se l’evento della Ecomac, il secondo nel giro di pochi anni, questa volta servirà da monito e insegnamento per il futuro o cadrà nel dimenticatoio.
Le istituzioni locali hanno annunciano iniziative legali. La Procura della Repubblica di Siracusa ha aperto un’indagine. La Regione Sicilia ha annunciato la creazione di un gruppo di lavoro sotto la regia della Protezione civile, con Arpa, Asp, Vigili del Fuoco e Comuni.
Noi, come abbiamo scritto in una nota inviata anche a Sua Eccellenza il Prefetto, pensiamo sia utile sottolineare alcuni aspetti della vicenda che meriterebbero un approfondimento.
Sarebbe interessante, per esempio, sapere se l’impianto della Ecomac è censito come “sito a rischio di incidente rilevante” secondo la legge Seveso.
La risposta, per nulla scontata, aprirebbe scenari diversi.
Poi se esiste un piano di emergenza da attuare nell’immediatezza di eventi come quello di Ecomac, di cui la cittadinanza è a conoscenza o se la stessa deve orientarsi e comportarsi in base alle comunicazioni social dei sindaci o alla pubblicazione di una ordinanza.
Infine, sarebbe interessante conoscere le ragioni del perché abbiamo dovuto aspettare 5 giorni per sapere cosa c’era nell’aria che abbiamo respirato.
Per quanto riguarda l’oggi, e costatato che l’incendio non è stato ancora domato, ci teniamo a ribadire il nostro più sentito ringraziamento ai Vigili del fuoco e a quanti si sono adoperati, e sia stanno adoperando anche in queste ore, per contrastare un incendio di grandi proporzioni e dal notevole impatto ambientale. Un lavoro continuo e incessante, che merita tutta la nostra riconoscenza.
Per il domani, le colpe e le responsabilità, cause dell’evento, dovranno venire al pettine. Ci auguriamo che questo accada nel più breve tempo possibile”. Queste le dichiarazioni dei vertici di Sinistra Italiana, federazione di Siracusa
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