Oltre una tonnellata e mezza di olio d’oliva destinata all’esportazione è stata sequestrata al porto commerciale di Augusta nell’ambito di un’attività di controllo congiunta condotta dai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e dai militari della Guardia di Finanza.
La partita di olio, pronta a lasciare la Sicilia con destinazione Tbilisi, capitale della Georgia, era accompagnata da documentazione che ne attestava la qualità di “olio extravergine di oliva”. Tuttavia, gli accertamenti effettuati dagli esperti del laboratorio chimico dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli hanno evidenziato una realtà diversa.
Le analisi hanno infatti stabilito che il prodotto non possedeva i requisiti necessari per essere classificato come extravergine, rientrando invece nella categoria inferiore dell’olio “vergine”. Una differenza tutt’altro che marginale, poiché le due tipologie si distinguono per specifici parametri chimici e organolettici che incidono sia sul valore commerciale che sulla qualità percepita dal consumatore.
Alla luce delle risultanze tecniche, le autorità hanno disposto il sequestro dell’intera spedizione, pari a oltre 1,5 tonnellate di prodotto, impedendone l’immissione sul mercato estero con una classificazione ritenuta non conforme.
L’operazione si inserisce nel più ampio quadro delle attività di vigilanza finalizzate alla tutela della qualità dei prodotti agroalimentari italiani e alla salvaguardia della concorrenza leale nei mercati nazionali e internazionali. I controlli sulle esportazioni rappresentano infatti uno strumento fondamentale per contrastare fenomeni di contraffazione, adulterazione e pratiche commerciali scorrette che rischiano di compromettere l’immagine delle produzioni italiane.
A seguito del sequestro, il titolare della società esportatrice è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Siracusa. L’imprenditore dovrà rispondere delle ipotesi di reato di frode nell’esercizio del commercio e vendita di prodotti industriali con segni mendaci.
Le indagini proseguono per accertare eventuali ulteriori responsabilità e verificare la provenienza e la commercializzazione del prodotto oggetto del sequestro.
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