Si consolida nei porti della Sicilia orientale la nuova missione della Global Sumud Flotilla diretta verso Gaza, con una presenza sempre più consistente di attivisti e mezzi navali. Nelle ultime ore il porto Xiphonia di Augusta è diventato il fulcro operativo dell’iniziativa, accogliendo decine di imbarcazioni provenienti dall’estero che si sono aggiunte a quelle già presenti sul territorio.
In particolare, una flottiglia di 38 barche giunte dalla Spagna ha raggiunto le 25 unità italiane già ormeggiate, portando il totale a oltre sessanta natanti pronti a prendere il largo. Nelle prossime ore è previsto un parziale spostamento verso Siracusa: circa quindici imbarcazioni attraccheranno in banchina, mentre le altre resteranno al largo. Alcune unità, invece, rimarranno ad Augusta per interventi tecnici urgenti.
Il programma prevede anche momenti pubblici: al molo della Marina di Siracusa è stata organizzata una conferenza stampa, seguita da iniziative artistiche, tra cui performance e concerti. La partenza ufficiale della flotta era inizialmente fissata per la mattina di domani, ma non si escludono rinvii al fine settimana per ragioni logistiche.
Secondo i promotori, la missione punta a richiamare l’attenzione internazionale sulla situazione nella Striscia di Gaza e a contestare il blocco in atto, denunciando le responsabilità politiche e istituzionali. L’edizione di quest’anno segna un incremento significativo delle adesioni: gli organizzatori sottolineano infatti come la dimensione della flottiglia abbia ormai superato quella dell’intera missione precedente, segno di una crescente partecipazione a livello globale.
Parallelamente, prosegue il sostegno economico all’iniziativa attraverso una campagna di crowdfunding attiva sulla piattaforma Produzioni dal Basso e promossa da Banca Etica. La raccolta ha già superato i 10mila euro e mira a finanziare le spese necessarie per la traversata e le attività umanitarie previste.
Fondamentale, in questo contesto, il supporto logistico e finanziario. Francesco Carfì, referente della raccolta fondi, ha evidenziato il valore dell’iniziativa, sottolineando il ruolo della finanza etica nel sostenere progetti di impegno civile e umanitario. Un contributo che, nelle intenzioni dei promotori, consente anche a chi resta a terra di partecipare attivamente, sostenendo la missione e promuovendo modelli economici alternativi orientati ai diritti e alla responsabilità sociale.
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