Catania. Aci Sant’Antonio. SIFI, 48 esuberi dopo l’acquisizione: chiamato in causa Ministero e Regione

di Redazione

Richiesto un approfondimento istituzionale sul futuro occupazionale e sulle prospettive del sito produttivo

La procedura di riduzione del personale avviata presso lo stabilimento di Aci Sant’Antonio della SIFI è ora all’attenzione del Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e del Presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, a seguito dell’iniziativa formale promossa dal Segretario Nazionale del Codacons, Francesco Tanasi.

Secondo quanto risulta dagli atti pubblici, il 2 settembre 2025 si è conclusa l’acquisizione della società da parte della Faes Farma. A distanza di pochi mesi dall’operazione societaria, il 9 gennaio 2026 l’azienda ha avviato la procedura di licenziamento collettivo ai sensi della Legge 223/1991, inizialmente riferita a 52 lavoratori e successivamente ridotta a 48.

Ad oggi, il Codacons non è a conoscenza di clausole specifiche di salvaguardia occupazionale rese pubbliche in occasione del closing dell’operazione.

L’Associazione evidenzia inoltre che non risulta reso pubblico un piano industriale dettagliato relativo alla riorganizzazione del sito produttivo etneo, elemento che rende necessario un approfondimento istituzionale sulle prospettive industriali e occupazionali dello stabilimento.

Fondata nel 1935, SIFI rappresenta una realtà storica del territorio catanese con competenze consolidate nel settore oftalmologico e una presenza internazionale. Secondo il Codacons, la vertenza non incide soltanto su un dato numerico, ma coinvolge professionalità qualificate che costituiscono un patrimonio significativo per il tessuto produttivo locale e per l’equilibrio economico e sociale dell’area etnea. L’Associazione sottolinea inoltre che tra i lavoratori interessati risultano situazioni personali e familiari che richiedono particolare attenzione sotto il profilo sociale.

Il Codacons si riserva di richiedere alle competenti Autorità nazionali e regionali un quadro informativo sui contributi pubblici eventualmente concessi alla società negli ultimi anni, al fine di garantire piena trasparenza e coerenza tra eventuali misure di sostegno e l’evoluzione occupazionale in corso.

L’Associazione continuerà a seguire con attenzione l’evoluzione della procedura, mantenendo alta la vigilanza istituzionale sulla tutela del lavoro, sulla funzione sociale dell’impresa e sulla stabilità del presidio produttivo di Aci Sant’Antonio.

03 Marzo 2026 | 11:33
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