Siracusa. Strisce blu ai privati, blitz sventato dopo la bufera Nexus. Controcorrente attacca la giunta Italia: «Dietrofront per paura, non per etica»

di Redazione

Dopo mesi di proteste, denunce e mobilitazione civica, il Comune fa marcia indietro sulla concessione dei parcheggi pubblici ai privati. Per Sebastiano Musco e Sergio Giancarlo Linares, attivisti di Controcorrente, non si tratta di un ravvedimento politico, ma di una ritirata imposta dalla pressione della piazza e dalle pesanti ombre della maxi inchiesta su corruzione e appalti truccati, che ha investito i vertici politico-amministrativi del Vermexio: "La guardia resta altissima, pretendiamo trasparenza totale"

Quattro milioni di euro l’anno. Non briciole, ma il peso specifico di una miniera d’oro urbana che rischiava di finire impacchettata e consegnata su un piatto d’argento ai privati.

Alla fine, l’amministrazione comunale di Siracusa ha tirato il freno a mano e ha fatto marcia indietro sulla contestatissima concessione della gestione dei parcheggi pubblici e delle strisce blu. La sosta resta pubblica.

Una ritirata strategica che fa cantare vittoria all’opposizione e ai movimenti civici, ma che lascia sul terreno interrogativi politici pesanti come macigni. In prima linea c’è il movimento Controcorrente, che incassa il risultato senza concedere alcun premio di consolazione alla Giunta guidata dal sindaco Italia.

Per gli attivisti Sebastiano Musco e Sergio Giancarlo Linares, quella di oggi è indubbiamente «una vittoria della città, dei cittadini e di chi ha lottato senza sosta». Ma il tono del giorno dopo non ha nulla di festoso; somiglia piuttosto a un atto d’accusa formale contro un’amministrazione colta in palese affanno.

L’ombra del «caso Nexus»

«Come movimento Controcorrente ci chiediamo: come mai c’è voluto così tanto tempo?» incalzano a raddoppio Linares e Musco, affondando la lama nelle contraddizioni della maggioranza. «Come mai, dopo mesi di lotte, denunce e appelli inascoltati, l’amministrazione decide di fare marcia indietro solo adesso?».

La tesi di Controcorrente è politica, pungente e spoglia di qualsiasi diplomazia: nessun improvviso sussulto etico nei corridoi del Comune, nessuna folgorazione sulla via di Damasco a favore del modello public-first. Il retroscena, sostengono i due esponenti, racconta tutt’altro: una ritirata con le spalle al muro sotto il peso della contestazione popolare e, soprattutto, sotto l’incalzare delle zone d’ombra sollevate dal cosiddetto “caso Nexus”.

Asset strategico o tentazione privatizzatrice?

Il nodo centrale della querelle non è solo amministrativo, ma squisitamente politico-ideologico. Mettere sul mercato un asset capace di generare un flusso di cassa costante da 4 milioni di euro all’anno, risorse che in una gestione oculata andrebbero destinate al potenziamento della mobilità interna e dei servizi locali, viene bollato da Musco e Linares come «un atto sconsiderato che non avrebbe mai dovuto neanche passare per la testa di chi governa questa città».

La partita dei parcheggi a Siracusa dimostra ancora una volta quanto la gestione della cosa pubblica sia terra di scontro tra la resa al mercato e il presidio del bene comune.

Guardia alta e trasparenza totale

Se la Giunta sperava di aver chiuso il dossier e incassato la tempesta perfetta, la replica che arriva dalla piazza spegne qualsiasi illusione di pacificazione. La partita non si chiude con un semplice colpo di spugna sulle delibere.

«Oggi registriamo un importante risultato ottenuto grazie alla pressione popolare – concludono Linares e Musco – ma la nostra guardia resta altissima. Pretendiamo trasparenza totale: la cosa pubblica si tutela per convinzione politica, non soltanto quando ci si trova con l’acqua alla gola».

Resta ora da capire come l’amministrazione intenda riorganizzare concretamente il servizio per dimostrare che il mantello pubblico non sia solo una toppa d’emergenza, ma una precisa scelta di governo. La cittadinanza assiste e incassa il primo round, consapevole che la partita sulla trasparenza a Siracusa è tutt’altro che terminata.

08 Novembre 2026 | 17:11
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