Siracusa. Dal progetto riabilitativo al progetto di vita, Siracusa al centro del confronto sulla disabilità

di Redazione

Al convegno promosso dall'AIRS il richiamo di istituzioni ed esperti: dignità, autonomia e inclusione devono diventare i pilastri di un nuovo modello di assistenza

Non soltanto cure, prestazioni specialistiche e riabilitazione sanitaria, ma soprattutto dignità, autonomia, inclusione e diritto a costruire il proprio futuro. È questo il messaggio emerso dal convegno promosso dall’Associazione Italiana Riabilitazione Sanitaria (AIRS), svoltosi ieri, 30 ottobre, nell’Auditorium Giovanni Paolo II del Santuario della Madonna delle Lacrime, sul tema «Dal progetto riabilitativo al progetto di vita: l’evoluzione dei sostegni e della qualità della vita delle persone con disabilità».

Un appuntamento che ha riunito professionisti sanitari, rappresentanti delle istituzioni ed esperti per affrontare un cambiamento culturale prima ancora che sanitario: mettere la persona al centro, riconoscendone aspirazioni, capacità e diritto alla partecipazione sociale.

Ottavio Palazzolo

Ad aprire i lavori è stato Ottavio Palazzolo, presidente AIRS, che ha sottolineato la necessità di superare una concezione della disabilità limitata agli aspetti medico-scientifici. «Il convegno mira a promuovere la tutela della persona con disabilità, non soltanto dal punto di vista scientifico e degli approcci riabilitativi, ma soprattutto per quanto riguarda il rispetto e la conservazione della sua dignità», ha dichiarato.

Palazzolo ha quindi richiamato l’importanza della dimensione relazionale e dell’integrazione sociale: «La persona con disabilità, più che essere solamente un problema, rappresenta sicuramente una ricchezza per la società». Un principio che deve tradursi nella possibilità di costruire un progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato, accompagnando ogni persona nel proprio percorso di autonomia e realizzazione.

Suor Veronica Donatello

Particolarmente significativo l’intervento di Veronica Donatello, responsabile del Servizio Disabili della Conferenza Episcopale Italiana, che ha posto l’accento sulla necessità di coinvolgere direttamente le persone con disabilità nelle decisioni che riguardano la loro esistenza.

«Se non sei seduto al tavolo, fai parte del menu», ha affermato, richiamando una riflessione di Mark Carney. Un’immagine efficace per sottolineare che le persone con disabilità non possono essere semplici destinatarie di decisioni prese da altri, ma devono diventare protagoniste dei propri percorsi di vita.

Donatello ha affrontato anche il problema delle risorse economiche e della necessità di sostenere le realtà impegnate nell’assistenza. Richiamando una riflessione filosofica di Neurath, ha paragonato il cambiamento a una nave che deve essere riparata mentre è ancora in navigazione: la riforma del sistema deve procedere senza fermarsi e senza lasciare indietro nessuno. Una prospettiva che richiama anche il messaggio di papa Francesco: nessuno è escluso.

Gioacchino Iraci

Sul versante sanitario è intervenuto Gioacchino Iraci, commissario straordinario dell’Asp di Siracusa, che ha definito il convegno un’importante occasione di valutazione e riflessione. «Dobbiamo avere un contesto di carattere umano, culturale e professionale per poter elaborare un prodotto sanitario che abbia un senso, nel quale la persona, l’uomo, sia assolutamente il centro della nostra attività», ha dichiarato Iraci, sottolineando l’esigenza di migliorare la qualità delle prestazioni con particolare attenzione alle persone con disabilità e alle condizioni di fragilità.

Salvo Sorbello

Nel pomeriggio il confronto è proseguito con tre sessioni parallele dedicate al progetto TOBIA-DAMA, all’assistenza territoriale e ai servizi riabilitativi, nonché alla responsabilità sanitaria e alle alleanze terapeutiche. Ai lavori ha preso parte anche Salvo Sorbello, nell’ambito della sessione dedicata all’assistenza territoriale e ai servizi riabilitativi, tema centrale per rafforzare il collegamento tra strutture sanitarie, professionisti, servizi e famiglie.

L’obiettivo emerso dal confronto è quello di superare una visione della riabilitazione limitata alla prestazione sanitaria, costruendo percorsi capaci di accompagnare la persona nella quotidianità e nella vita sociale. Il convegno ha ribadito, in definitiva, che la qualità dell’assistenza non si misura soltanto attraverso le cure erogate, ma anche dalla capacità di riconoscere la persona nella sua interezza, rispettarne la dignità e garantirle concrete opportunità di autonomia e partecipazione alla comunità.

01 Novembre 2026 | 12:22
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