Su disposizione di questa Procura Distrettuale della Repubblica, la Polizia di Stato di Catania ha dato esecuzione alla misura cautelare personale, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Catania, a carico di un cittadino australiano.
Secondo l’impostazione accusatoria accolta dal GIP, ferma restando la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva di condanna, alla luce degli elementi attualmente disponibili e considerando la fase processuale preliminare che non ha ancora permesso l’instaurazione del contraddittorio davanti al giudice, l’indagato, classe 1985, è stato ritenuto gravemente indiziato dei reati di maltrattamenti aggravati dall’avere commesso il fatto in presenza dei figli minori e lesioni personali aggravate ai danni della moglie.
Il provvedimento restrittivo, consistente negli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, scaturisce da celeri investigazioni, di tipo tradizionale, svolte da personale specializzato della III Sezione Investigativa “Reati contro la persona, sessuali e in pregiudizio di minori” della Squadra Mobile della Questura di Catania, a seguito della segnalazione pervenuta, tramite il Servizio Centrale Operativo, da parte del collaterale australiano, su input del servizio per la Cooperazione Internazionale Di Polizia, concernente la persona offesa, in ragione di una segnalazione proveniente dall’Australia concernente la vittima, trasferitasi in Italia, oggetto di maltrattamenti da parte del marito, sia in Australia che in Italia.
Le indagini hanno evidenziato a livello di gravità indiziaria che l’uomo era solito maltrattare la moglie, con condotte reiterate, ripetuti violenti litigi per futili motivi, percosse con schiaffi, da cui ne sono derivate lesioni refertate, continui insulti tesi alla denigrazione della persona offesa, nonché gravi minacce verbali, anche di morte, pur in presenza dei due figli minori, di 2 e 4 anni.
Le dichiarazioni della persona offesa sono risultate circostanziate, sviluppate secondo una progressione cronologica coerente e riferite non a episodi isolati, ma ad una sequenza di condotte fisicamente e verbalmente aggressive, reiterate in luoghi e momenti diversi, accompagnate da controllo economico, limitazioni della libertà personale, minaccia di sottrazione dei figli e costanti svalutazioni delle capacità genitoriali della donna. Il destinatario della misura, già colpito in Australia da un provvedimento restrittivo per violenza domestica, dopo l’arrivo in Italia, avvenuto il 31.7.2026, unitamente alla moglie e ai due figli minori, era stato più volte denunciato dalla donna per condotte maltrattanti, tra cui l’ultima in ordine cronologico risalente al 21.9.2026, quando è stata percossa, colpita al volto, trascinata in bagno, ove le è stata messa la testa dentro il water fino a tramortirla. La reiterazione delle denunce, le diverse richieste di intervento provenienti in più occasioni da soggetti estranei alla coppia, le constatazioni degli operatori di Polizia e la documentazione sanitaria con diagnosi di “trauma contusivo cranico-facciale e cervicale di frattura delle ossa nasali”, e prognosi rispettivamente di 8 e 30 giorni, unite alle costanti condotte dispotiche, oppressive e violente dell’indagato, peraltro risultato assuntore di alcool e stupefacenti, hanno reso il quadro accusatorio sorretto da gravi indizi di colpevolezza, consentendo l’esecuzione dell’attuale misura. Il maltrattante, rintracciato a Catania nei pressi di Piazza Bovio, dopo l’espletamento delle formalità di rito, è stato posto agli arresti domiciliari nella citata struttura ricettiva, a disposizione dell’A.G. mandante.
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