Siracusa. Trasparenza al Comune, affidamento diretto a Dresda: il caso scuote il Comune

di Redazione

Alessandra Barbone denuncia il ritardo nella pubblicazione della determina n. 6806 del 2025 e chiede conto delle eventuali responsabilità. Nel mirino anche una lettera successiva al voto unanime del Consiglio comunale: «Vogliamo risposte e provvedimenti concreti»

Un affidamento diretto, mesi di ritardo nella pubblicazione di un atto amministrativo e interrogativi sulle eventuali responsabilità degli uffici comunali. È su questi elementi che si concentra la nuova presa di posizione della consigliera comunale Alessandra Barbone, che torna a chiedere chiarezza sulla determina dirigenziale n. 6806 del dicembre 2025, relativa all’incarico affidato all’ingegnere Salvatore Dresda.

La vicenda solleva una domanda precisa: come è possibile che un provvedimento soggetto agli obblighi di pubblicazione non risultasse ancora pubblicato a distanza di mesi dalla sua adozione? È questo uno dei punti sui quali Barbone pretende risposte, richiamando la nota ufficiale del 29 giugno 2026 della responsabile comunale della Prevenzione della corruzione e della Trasparenza.

Secondo quanto riferito dalla consigliera, da quella comunicazione emergerebbe che la pubblicazione della determina non era ancora avvenuta, nonostante il tempo trascorso. Un ritardo sul quale, sostiene Barbone, occorre fare piena luce, verificando chi fosse tenuto a provvedere e se siano state accertate eventuali responsabilità.

«Ci sono i bei discorsi, le parole ricercate, gli impegni solenni assunti verbalmente e poi ci sono i fatti», afferma la consigliera, che dichiara di essere ancora in attesa di sapere se siano stati adottati provvedimenti nei confronti dei funzionari eventualmente responsabili. Il tema non è soltanto formale. Gli obblighi di trasparenza costituiscono uno strumento essenziale per consentire ai cittadini di conoscere gli atti della pubblica amministrazione e verificare come vengano assunte le decisioni. Il decreto legislativo n. 33 del 2013 disciplina gli obblighi di pubblicazione e le conseguenze delle eventuali violazioni, nei casi e secondo le procedure previste dalla legge.

Da qui l’interrogativo politico sollevato da Barbone: «Il cittadino che commette un errore viene colpito in maniera inesorabile. Mi chiedo se lo stesso metro di valutazione sia stato adottato in questo caso nei confronti dei dirigenti del Comune». La consigliera non si ferma, però, alla questione della pubblicazione. Un secondo fronte riguarda la trasmissione degli atti agli organismi di controllo.

Il Consiglio comunale aveva approvato all’unanimità una mozione che prevedeva l’invio alla Procura regionale della Corte dei conti per la Sicilia e all’Autorità nazionale anticorruzione della mozione stessa, della determina n. 6806/2025 e degli atti istruttori correlati, per le valutazioni di competenza. Barbone chiede di sapere chi abbia successivamente aggiunto una lettera alla comunicazione e quale fosse il suo contenuto, sostenendo che tale passaggio non sarebbe stato portato a conoscenza del Consiglio comunale.

Un punto che, secondo la consigliera, merita spiegazioni puntuali per ricostruire la sequenza degli atti e verificare la correttezza delle procedure seguite. «È come se, in una partita di calcio, dopo il fischio finale dell’arbitro, qualcuno, senza avvisare nessuno, ritornasse in campo e segnasse un gol a porta libera», osserva Barbone, utilizzando un’immagine che esprime le sue perplessità sulla gestione della vicenda.

La questione, dunque, non può essere liquidata con dichiarazioni di principio. Occorre chiarire quando sia stata pubblicata la determina, se siano state avviate verifiche sulle eventuali omissioni, quali decisioni siano state assunte dagli organi competenti e perché sia stata trasmessa una comunicazione successiva al voto consiliare senza, secondo quanto denunciato, informare preventivamente l’assemblea.

Il nodo resta quello della trasparenza e della responsabilità amministrativa. Se vi sono state omissioni, sarà necessario accertarne le cause e individuare le eventuali responsabilità nelle sedi competenti. Se, invece, ogni passaggio è stato regolare, spetterà agli uffici fornire una ricostruzione chiara e documentata.

Barbone conclude con una richiesta che chiama direttamente in causa l’amministrazione comunale: «Si dimostri, con i fatti, che trasparenza e rispetto delle norme non restino impegni verbali, ma siano rispettati e tradotti in provvedimenti concreti».

A Palazzo Vermexio, adesso, gli interrogativi attendono risposte ufficiali.

26 Ottobre 2026 | 09:33
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