Siracusa. Calcio, beffa al fotofinish: gli azzurri dominano il derby, il Trapani strappa il pari tra le proteste

di Redazione

Una prestazione generosa, un assedio a tratti incontenibile e tante occasioni per mettere al sicuro il risultato: il Siracusa sembra avere il derby in pugno, ma viene raggiunto dal dischetto nel finale. Al De Simone esplode la rabbia, mentre il rosso a Negro chiude una serata amarissima

Da un potenziale trionfo alla beffa più crudele. Al “Nicola De Simone” va in scena un derby ad alta tensione, un romanzo di 90 minuti vissuto sulle montagne russe che lascia in bocca al Siracusa il sapore acre del verdetto ingiusto.

Finisce 1-1, ma il tabellino finale è un insulto alla mole di gioco prodotta dagli uomini di Gaspare Cacciola. Padroni di casa superiori in lungo e in largo, padroni del campo e del ritmo, ma traditi sul più bello da un episodio dubbio e puniti da un Trapani cinico quanto basta per strappare un punto insperato. E a fine gara, tra i fischi della contestazione e i nervi a fior di pelle, resta solo tanta rabbia.

Emergenza totale, cuore infinito

La vigilia era di quelle da far tremare i polsi. Cacciola deve fare la conta dei superstiti: fuori il totem difensivo De Caro, out il metronomo di centrocampo Lulli, e con un terminale offensivo come Guida costretto a stringere i denti pur non essendo al meglio della condizione. Sulla carta, la strada è in salita. Sul campo, però, i leoni azzurri azzerano le distanze con un agonismo feroce e una personalità da grandi firme.

L’approccio è di quelli che incendiano la platea dei 1200 intimi del catino aretuseo: neanche il tempo di sistemarsi in cronaca che, al primo minuto tondo, Gigante spaventa la retroguardia granata con un bolide dal limite che accarezza i legni. Il Trapani risponde con le armi pesanti al 18’, quando la stangata di Jallow si stampa fragorosamente sul palo alla sinistra di Ferilli, rischiando di ammutolire lo stadio. È solo il preludio a una prima frazione di puro studio e scintille agonistiche.

Il lampo di Guida e l’assedio aretuseo

Il match si sblocca al 27′. Il Siracusa spinge forte: sugli sviluppi di un corner calciato con cattiveria, in un’area di rigore che diventa un vero e proprio flipper, il più lesto di tutti è bomber Guida. Il primo tentativo viene murato d’istinto dalla difesa trapanese, ma il centravanti non si scompone, anticipa la concorrenza e scarica in rete con un sinistro chirurgico che fa esplodere l’uno a zero. È la quinta sinfonia stagionale per il numero nove, l’uomo che non tradisce mai.

Il copione non cambia neanche dopo il vantaggio. Gli azzurri sfiorano il raddoppio con una splendida rovesciata di Ndiaye che si spegne alta sopra la traversa. Si va al riposo con il Siracusa meritatamente in cattedra e avanti di una lunghezza.

La girandola delle emozioni e il patatrac finale

Nella ripresa il Trapani prova a scuotersi, trascinato dalla verve di un Napolitano ispirato, ma sono sempre i padroni di casa a mancare il colpo del K.O. Prima un contatto sospetto su Gigante non giudicato da rigore dal direttore di gara Santeramo (direzione che farà discutere e non poco), poi al 53’ la grande chance del raddoppio: imbeccata geniale di Ndiaye per Guida che si invola a tu per tu con Pizzuto, ma il diagonale si stampa in pieno sul palo a portiere battuto.

Il cronometro scorre, la tensione sale alle stelle. All’82’ sembra fatta per la chiusura dei conti: punizione pennellata da Milazzo, deviazione ravvicinata di Cacciola e miracolo clamoroso di Pizzuto che tiene a galleggiamento i suoi con un intervento prodigioso.

E qui, la legge non scritta del calcio si abbatte implacabile sui padroni di casa. Sul capovolgimento di fronte, Sarr scatta sul filo del fuorigioco e viene steso in uscita da Ferilli. Per il fischietto di Monza è penalty, tra le proteste furiose della panchina e del campo. Dal dischetto si presenta Jallow: glaciale, spiazza il portiere e fa 1-1. L’esultanza provocatoria dell’attaccante sotto una curva semideserta fa saltare i nervi ai giocatori siracusani, accendendo una mischia furibonda che trascina il match in un finale incandescente. Nel recupero, con la squadra protesa disperatamente in avanti, Negro è costretto al fallo tattico da ultimo uomo su Jallow: rosso diretto e Siracusa in dieci negli ultimi secondi di fuoco.

Triplice fischio. Il tabellone dice parità, il campo racconta di un’occasione colossale sprecata e di una beffa che brucia come il fuoco. Ma se l’atteggiamento è questo, il Siracusa ha dimostrato di avere le spalle larghe per lottare fino in fondo.

25 Ottobre 2026 | 17:50
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