Siracusa. Sanità, ambulanze in partenza entro due minuti. 118, la svolta della Regione: Nuove regole anche a Siracusa

di Redazione

Il sistema dell’emergenza-urgenza siciliano cambia dopo sedici anni. Tempi più rigidi per gli interventi, pazienti da trasferire in ospedale entro 15 minuti e nuove disposizioni per la gestione dei mezzi di soccorso nel bacino Catania-Ragusa-Siracusa

Due minuti per far partire un’ambulanza dopo l’attivazione della Centrale operativa e un quarto d’ora per completare il trasferimento del paziente all’interno del pronto soccorso. Sono questi alcuni dei punti centrali della riorganizzazione del servizio 118 siciliano, destinata a modificare le procedure di intervento e i rapporti tra il sistema dell’emergenza territoriale e le strutture ospedaliere. Le nuove disposizioni arrivano dopo sedici anni dall’ultima revisione organica delle regole e sono contenute in un decreto dell’assessore regionale alla Salute Marcello Caruso, firmato il 3 settembre 2026 e successivamente pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana. Il provvedimento sostituisce le linee guida che risalivano al 2010. La revisione interessa direttamente anche il territorio della provincia di Siracusa, inserito nel bacino operativo insieme alle province di Catania e Ragusa. Proprio in quest’area, nelle ultime settimane, sono emerse diverse criticità nella gestione del servizio, tanto da richiedere verifiche e approfondimenti da parte dell’amministrazione regionale.

Ispezioni e criticità nel bacino di Siracusa

Le verifiche effettuate nel bacino Catania-Ragusa-Siracusa avrebbero evidenziato la presenza di ambulanze ferme, carenze di personale e mezzi di soccorso rimasti bloccati per periodi prolungati nei pronto soccorso. Una situazione che ha sollevato interrogativi sull’efficienza dell’intero sistema e sulla disponibilità dei mezzi destinati agli interventi sul territorio. Le problematiche sono state portate all’attenzione dell’assessorato regionale alla Salute. L’assessore Caruso ha quindi convocato i vertici della Seus, la società che gestisce il servizio di emergenza-urgenza, e i responsabili delle quattro Centrali operative regionali. L’obiettivo dichiarato è quello di superare le difficoltà organizzative e garantire una maggiore continuità operativa. Per Siracusa, dove la tempestività dei soccorsi rappresenta un elemento essenziale per la sicurezza dei cittadini, il rispetto delle nuove disposizioni potrebbe avere ripercussioni importanti sull’organizzazione degli interventi e sulla disponibilità delle ambulanze.

Partenza dei mezzi entro due minuti

Uno degli aspetti più significativi del nuovo assetto riguarda il tempo di reazione degli equipaggi. Una volta ricevuta l’attivazione da parte della Centrale operativa, l’ambulanza dovrà essere messa in movimento entro due minuti. Alla Centrale spetterà il compito di individuare la struttura sanitaria più adeguata ad accogliere il paziente, sulla base delle sue condizioni cliniche e della disponibilità della rete ospedaliera. La scelta della destinazione dovrà quindi essere coerente con il livello di assistenza necessario, evitando trasferimenti impropri o destinazioni non idonee. Il provvedimento interviene anche su uno dei nodi più delicati del sistema: la consegna del paziente al pronto soccorso.

Pronto soccorso, il trasferimento dovrà concludersi in 15 minuti

Le nuove linee guida stabiliscono che il passaggio del paziente alla struttura ospedaliera dovrà essere completato entro 15 minuti dall’arrivo dell’ambulanza. La disposizione punta a ridurre i tempi di permanenza dei mezzi nei presidi ospedalieri e a restituire rapidamente gli equipaggi alla disponibilità della Centrale operativa. Un passaggio particolarmente rilevante per il territorio siracusano, dove ogni ambulanza ferma per un periodo prolungato davanti a un ospedale può determinare una riduzione delle risorse immediatamente disponibili per le emergenze. Le nuove regole prevedono inoltre che, qualora la barella o altri dispositivi del 118 debbano rimanere a disposizione per l’assistenza del paziente, sia la struttura ospedaliera a sostituirli con proprie attrezzature. In questo modo, il personale dell’ambulanza potrà recuperare i propri strumenti e riprendere il servizio senza dover attendere la conclusione del percorso assistenziale. L’intento è chiaro: evitare che i mezzi di soccorso rimangano immobilizzati per ore all’esterno o all’interno degli ospedali, sottraendo risorse alla gestione delle chiamate urgenti.

Il 118 resta dedicato alle emergenze territoriali

Il decreto definisce con maggiore precisione anche l’utilizzo delle ambulanze nei trasferimenti tra strutture sanitarie. Il servizio 118 dovrà mantenere la propria funzione prioritaria di risposta alle emergenze sul territorio e non potrà essere impiegato come un ordinario sistema di trasporto per pazienti già ricoverati. Un limite specifico riguarda le case di cura private. I mezzi del 118 non potranno essere utilizzati per i trasporti primari o secondari dei pazienti assistiti da queste strutture, secondo quanto previsto dalle nuove disposizioni. La scelta mira a tutelare la disponibilità delle ambulanze per gli interventi urgenti, evitando che le risorse destinate al soccorso vengano assorbite da attività di trasporto programmabili attraverso altri canali.

Caruso: «Servizio più efficace e sicuro»

L’assessore regionale alla Salute Marcello Caruso ha collegato la revisione delle procedure alla necessità di migliorare il funzionamento complessivo del sistema. «Con le nuove linee guida abbiamo voluto efficientare il sistema, garantendo una migliore organizzazione in grado di rendere il servizio più efficace e sicuro», ha dichiarato l’assessore, sottolineando il ruolo essenziale di ambulanze e pronto soccorso nella tutela della salute pubblica. Caruso ha inoltre evidenziato il lavoro avviato attraverso incontri con la Seus e i responsabili delle Centrali operative, con l’obiettivo di ottimizzare le diverse fasi del soccorso e assicurare risposte più rapide alle richieste di emergenza.

Verso una nuova organizzazione della Seus

La revisione delle procedure rappresenta, tuttavia, soltanto uno dei passaggi del percorso avviato dalla Regione. L’assessore Caruso ha infatti richiamato anche la necessità di intervenire sull’organizzazione della società che gestisce i mezzi e il personale del 118. Un tema che potrebbe aprire una nuova fase di confronto sul futuro del servizio di emergenza-urgenza siciliano, compresa la distribuzione delle risorse, la gestione degli equipaggi e l’efficienza operativa delle strutture territoriali. Per la provincia di Siracusa, il vero banco di prova sarà ora rappresentato dall’applicazione concreta delle nuove regole: garantire tempi di intervento più rapidi, assicurare la disponibilità delle ambulanze e ridurre le criticità che, negli ultimi mesi, hanno interessato il sistema dei soccorsi.

20 Settembre 2026 | 11:50
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