Siracusa. Guerra sulla privatizzazione Sac, PD blinda il ruolo pubblico negli aeroporti: «Ora trasparenza e garanzie»

di Redazione

A Catania l’ordine del giorno era stato bocciato, a Siracusa passa invece all’unanimità: il Consiglio del Libero Consorzio mette nero su bianco la richiesta di non lasciare al buio una partita destinata a ridisegnare gli equilibri degli aeroporti della Sicilia orientale. La proposta dell'esponente dem, Giuseppe Stefio, impone al presidente dell’ente di acquisire atti e informazioni sulla privatizzazione SAC, promuovere una valutazione indipendente della società e delle partecipazioni pubbliche e pretendere garanzie su piano industriale, investimenti, occupazione e governance. Sullo sfondo, la tutela del ruolo pubblico e del futuro di Comiso

La partita sulla privatizzazione della SAC entra nel vivo e, da Siracusa, arriva un messaggio politico destinato a pesare nel dibattito sul futuro degli aeroporti della Sicilia orientale.

Il Consiglio del Libero Consorzio Comunale di Siracusa ha infatti approvato all’unanimità l’ordine del giorno presentato dal consigliere provinciale del Partito Democratico Giuseppe Stefio, chiedendo che il processo venga accompagnato da trasparenza, valutazioni indipendenti e precise garanzie sul futuro degli scali di Catania e Comiso.

Una presa di posizione che il segretario provinciale del PD di Siracusa, Piergiorgio Gerratana, definisce «politicamente e istituzionalmente rilevante», soprattutto perché, secondo quanto riferito dal partito, un analogo ordine del giorno sarebbe stato invece respinto dal Consiglio metropolitano di Catania.

È proprio questo il dato politico sul quale il Pd siracusano insiste: mentre a Catania la proposta non ha trovato il via libera dell’assemblea, a Siracusa tutte le forze presenti in Consiglio hanno condiviso l’esigenza di rafforzare il ruolo degli enti pubblici nella fase che potrebbe ridisegnare gli equilibri della società di gestione aeroportuale.

La privatizzazione e il nodo del controllo pubblico

Il punto centrale della discussione non è soltanto il valore economico della SAC, ma ciò che potrebbe accadere dopo l’eventuale ingresso di un partner privato. La società gestisce infatti infrastrutture considerate strategiche per la mobilità dell’area orientale dell’Isola, con ricadute dirette su turismo, imprese, occupazione e collegamenti.

Per il PD di Siracusa, dunque, la procedura non può essere affrontata come una semplice operazione finanziaria. La richiesta rivolta al presidente del Libero Consorzio è di acquisire tutti gli atti e le informazioni necessari per consentire una valutazione consapevole dell’operazione e di promuovere una valutazione indipendente del valore della SAC, delle partecipazioni pubbliche e del patrimonio infrastrutturale aeroportuale.

Sul tavolo vengono indicati anche altri capitoli destinati a diventare decisivi: il piano industriale, gli investimenti programmati, la tutela dei livelli occupazionali e i criteri attraverso i quali dovrebbe essere individuato l’eventuale partner privato.

In altre parole, la domanda posta da Siracusa è quella che accompagna ogni processo di apertura al capitale privato di un’infrastruttura strategica: quali saranno le condizioni dell’operazione e quale spazio resterà agli enti pubblici nelle decisioni che contano?

Comiso, la partita dentro la partita

C’è poi un capitolo sul quale il territorio siracusano concentra particolare attenzione: l’aeroporto di Comiso. Il timore espresso dal Pd è che il nuovo assetto societario possa determinare un ridimensionamento dello scalo ragusano o una diversa gerarchia all’interno del sistema aeroportuale della Sicilia orientale. Una prospettiva che, secondo Gerratana e Stefio, avrebbe conseguenze non soltanto per il territorio di Ragusa, ma anche per Siracusa e per l’intera economia dell’area.

La logica politica rivendicata dal Pd è quella di considerare Catania e Comiso come componenti di un unico sistema aeroportuale, evitando che le scelte future producano penalizzazioni territoriali.

Ed è proprio qui che la discussione sulla privatizzazione assume una dimensione più ampia: non si tratta soltanto di stabilire chi deterrà determinate quote societarie, ma di capire quale strategia industriale guiderà gli aeroporti della Sicilia orientale nei prossimi anni.

Stefio (PD): “La SAC non è un semplice asset finanziario”

A rivendicare il significato dell’approvazione è Giuseppe Stefio, promotore dell’ordine del giorno. «L’approvazione unanime del nostro ordine del giorno è un segnale forte e importante», afferma il consigliere, sottolineando che «la SAC non è un semplice asset finanziario», ma una realtà che gestisce infrastrutture decisive per cittadini, imprese, lavoratori e turismo.

Da qui la richiesta al Libero Consorzio di esercitare pienamente il proprio ruolo di socio pubblico, con particolare attenzione agli investimenti, all’occupazione e al futuro di Comiso.

Il messaggio politico è netto: l’eventuale privatizzazione, nella prospettiva indicata dal Pd, dovrebbe essere accompagnata da garanzie precise sulla continuità operativa degli scali e sulla capacità degli enti pubblici di incidere sulle scelte strategiche.

La sfida adesso si sposta sugli atti

L’approvazione unanime dell’ordine del giorno chiude una prima fase e ne apre un’altra, molto più concreta. Il passaggio decisivo sarà infatti quello dalle dichiarazioni agli atti: conoscere condizioni, valutazioni economiche, prospettive industriali e garanzie previste per infrastrutture e lavoratori.

Il Pd siracusano annuncia che continuerà a seguire l’evoluzione della procedura, chiedendo che sostenibilità economica, sviluppo infrastrutturale, tutela occupazionale e interesse pubblico vengano considerati insieme.

La questione, insomma, non è destinata a esaurirsi con un voto consiliare. Perché dietro la privatizzazione della SAC si intravede una partita più grande: chi avrà voce nel disegnare il futuro della mobilità aerea nella Sicilia orientale e secondo quali priorità verranno gestiti gli aeroporti di Catania e Comiso.

A Siracusa, almeno per ora, il Consiglio provinciale ha scelto di mettere nero su bianco le proprie richieste. Saranno gli atti della procedura e le decisioni dei prossimi mesi a chiarire quanto queste richieste riusciranno a incidere sul nuovo assetto della SAC.

17 Settembre 2026 | 20:09
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