Siracusa. Plasma, nuove apparecchiature per potenziare la raccolta in provincia

di Redazione

L’Asp di Siracusa presenta i sistemi per la plasmaferesi automatizzata. Iraci: «Abbiamo già raggiunto il target nazionale, ora puntiamo a incrementare ulteriormente le donazioni»

La rete trasfusionale della provincia di Siracusa si prepara a un ulteriore salto di qualità. È questo il risultato dell’incontro promosso oggi dalla Direzione strategica dell’Asp di Siracusa, nella sala riunioni della Direzione generale, per fare il punto sul potenziamento della raccolta del plasma in aferesi e sull’aggiornamento tecnologico dei centri. L’iniziativa si inserisce nella campagna del Centro Nazionale Sangue e nelle direttive dell’Assessorato regionale alla Salute, che puntano a rafforzare l’autosufficienza nei farmaci plasmaderivati, come albumina, immunoglobuline e fattori della coagulazione, indispensabili per il trattamento di numerose patologie.

Nuove dotazioni per i centri

Al centro della riunione la consegna delle nuove apparecchiature dedicate alla plasmaferesi automatizzata e dei relativi kit di funzionamento. L’iter di acquisto è stato completato dall’Asp e le dotazioni sono già state consegnate alle sedi interessate, dove sono in corso le operazioni di installazione e collaudo. I nuovi sistemi consentiranno di migliorare l’efficienza dei centri di raccolta, rendere più accurata la gestione dei dati e garantire maggiore sicurezza e comfort ai donatori. La disponibilità delle apparecchiature nelle dieci sedi interessate permetterà inoltre di incrementare le giornate di raccolta. Un potenziamento che si aggiunge a un’attività già significativa: nel solo mese di agosto 2026, nei centri della provincia di Siracusa sono state effettuate 1.795 donazioni.

Una rete che coinvolge quindici Comuni

L’Asp può contare su una rete articolata di Unità trasfusionali aziendali e punti di raccolta gestiti da Avis e Fratres, attivi in quindici Comuni. Un sistema che, secondo la Direzione aziendale, ha consentito di affrontare e risolvere anche la necessità di incrementare le apparecchiature per il prelievo, sollevata dalle associazioni. Alla riunione hanno partecipato il commissario straordinario Gioacchino Iraci, il direttore sanitario Salvatore Madonia, il direttore della Struttura di coordinamento della Medicina Trasfusionale Dario Genovese, i responsabili delle Unità operative Trasfusionali di Augusta, Avola e Lentini, rispettivamente Salvo Di Fazio, Edoardo Travali e Corrada Bonaiuto, oltre ai rappresentanti dei servizi e dei punti di raccolta di Augusta, Francofonte, Melilli, Pachino, Palazzolo Acreide, Rosolini, Solarino, Sortino, Siracusa e Scordia. Presenti anche i rappresentanti provinciali di Avis e Fratres, Carmela Petralito e Luigi Nicosia, insieme ai dirigenti medici e ai responsabili delle strutture coinvolte.

Iraci: «Un risultato costruito insieme»

Il commissario straordinario ha ringraziato le associazioni e tutti gli operatori impegnati nella raccolta, sottolineando il valore di una rete che si estende da un capo all’altro della provincia. «Non potremmo avere questi risultati se tutta questa organizzazione, dall’estremo nord all’estremo sud della provincia, non fosse così dotata di standard qualitativi che sono sempre in miglioramento grazie alla tecnologia e alla formazione continua, nonché all’impegno di tutti gli operatori e degli oltre sedicimila donatori, a beneficio della popolazione», ha dichiarato Iraci. «Sosterremo questa missione, così come tutte le altre, motivata dal sentimento insito nella donazione, che è l’amore per le persone». Il commissario ha inoltre evidenziato che l’Asp ha già raggiunto il target fissato dal Piano nazionale di 18 chilogrammi di plasma ogni mille abitanti. L’obiettivo, adesso, è consolidare il risultato e aumentare ulteriormente la raccolta, assicurando alle associazioni le risorse previste dalle convenzioni e un pieno supporto organizzativo.

Formazione e sinergia con i donatori

Nel corso dell’incontro, Dario Genovese ha illustrato il quadro tecnico del programma di aggiornamento tecnologico, richiamando l’importanza della formazione continua e del lavoro condiviso tra strutture sanitarie e associazioni. L’aferesi rappresenta infatti un elemento strategico per la rete trasfusionale locale e regionale. Il potenziamento delle apparecchiature, unito alla preparazione degli operatori e alla collaborazione con i donatori volontari, punta a rendere sempre più efficiente un sistema fondamentale per la salute pubblica. La sfida, dunque, è già delineata: trasformare il risultato raggiunto in un nuovo punto di partenza, con più giornate di raccolta, maggiore capacità operativa e una rete trasfusionale sempre più attrezzata.

08 Settembre 2026 | 18:55
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