Resta aperto il capitolo sulla gara per l’ausiliariato a Siracusa

Siracusa. Scandalo Sanità, l’inchiesta di Palermo si chiude con una raffica di archiviazioni

di Redazione

La decisione della giudice Brambille mette la parola fine al filone rimasto separato dal processo principale. Cuffaro aveva già scelto il patteggiamento: tre anni per corruzione e traffico di influenze

Un capitolo dell’inchiesta sulla sanità siciliana si chiude con l’archiviazione. Il gip di Palermo Stefania Brambille ha accolto la richiesta della Procura, mettendo la parola fine al filone rimasto aperto dopo gli interrogatori preventivi che avevano coinvolto, tra gli altri, l’ex presidente della Regione Totò Cuffaro, esponenti politici, imprenditori e dirigenti pubblici. La decisione riguarda le contestazioni che non erano confluite nel procedimento principale, oggi ancora pendente per diversi imputati. Cuffaro, invece, ha già definito la propria posizione con un patteggiamento a tre anni per corruzione e traffico di influenze. La pena viene eseguita attraverso l’affidamento ai servizi sociali.

Nelle cinque pagine del provvedimento, il giudice ritiene condivisibili le motivazioni con cui la Procura aveva chiesto l’archiviazione. Tra le accuse cadute c’è quella più grave, relativa all’associazione a delinquere, che aveva coinvolto anche il deputato regionale Carmelo Pace. La richiesta era arrivata dopo che il Tribunale del Riesame aveva rigettato l’appello della Procura. Per Cuffaro, assistito dagli avvocati Giovanni Di Benedetto e Marcello Montalbano, è stata inoltre archiviata l’accusa di turbata libertà dello svolgimento di un concorso a Villa Sofia. Stessa decisione per l’ex deputato regionale Carmelo Pullara, difeso dall’avvocato Giuseppe Di Peri.

Il capitolo che riguarda Siracusa

Tra gli episodi esaminati dagli investigatori c’era anche quello relativo alla gara per l’ausiliariato a Siracusa, uno dei passaggi più articolati dell’inchiesta. Per questo segmento è stata archiviata la posizione di Saverio Romano, assistito dall’avvocato Raffaele Bonsignore. L’ex ministro, tuttavia, non è completamente fuori dal procedimento: nei suoi confronti resta contestato il traffico di influenze. Per procedere su questa ipotesi, la Procura dovrebbe ottenere l’autorizzazione del Parlamento. La vicenda della gara siracusana resta dunque uno dei punti di maggiore interesse del fascicolo, anche alla luce delle diverse posizioni che hanno trovato definizione con il provvedimento del gip.

Archiviata anche la posizione di Alessandro Caltagirone, ex direttore generale dell’Asp di Siracusa. Il manager era stato coinvolto nel capitolo relativo alla gara per i servizi di ausiliariato dell’azienda sanitaria, nel quale gli investigatori ipotizzavano un possibile interessamento a favore della Dussmann. Il gip di Palermo ha però ritenuto che non fossero emerse prove di favoritismi verso gli ex rappresentanti della società. La sua posizione, pertanto, è stata definita con l’archiviazione, mentre il procedimento relativo all’appalto prosegue nei confronti di altri imputati.

Le altre posizioni archiviate

Il provvedimento riguarda anche numerosi altri indagati. Tra questi figurano politici, imprenditori e dirigenti regionali: Giuseppe Capizzi, Salvatore Cocina, Mauro Marchese, Alessandro Caltagirone, Roberto Colletti, Antonio Iacono, Giovanni Giuseppe Tomasino, Carmelo Pace, Alessandro Vetro, Vito Raso, Antonio Abbonato, Ferdinando Aiello, Marco Dammone, Stefano Palminteri, Filippo Paradiso, Sergio Mazzola, Maria Letizia Di Liberti, Carmelo Pullara, Maurizio Micci, Giuseppe Mortillaro e Selenia Malfitano. Archiviata anche l’ipotesi di rivelazione del segreto d’ufficio contestata a Maria Letizia Di Liberti, dirigente generale del Dipartimento della famiglia e delle politiche sociali della Regione. La stessa decisione ha riguardato il tenente colonnello dei carabinieri Stefano Palminteri, indicato nell’inchiesta come la presunta “talpa”, e l’ex poliziotto Filippo Paradiso.

Il nodo delle intercettazioni

Nella richiesta di archiviazione, la Procura fa riferimento anche all’inutilizzabilità delle intercettazioni. Un passaggio sul quale interviene l’avvocato Carmelo Peluso, che ha difeso Palminteri insieme a Michele De Stefani. Il legale sottolinea che, a suo avviso, la richiesta non avrebbe tenuto conto delle indagini difensive svolte e non avrebbe considerato adeguatamente il contraddittorio con l’indagato e la difesa. Secondo Peluso, quegli elementi avrebbero dimostrato l’estraneità del proprio assistito anche nell’ipotesi di utilizzabilità delle conversazioni. Con l’archiviazione, il filone si ridimensiona sensibilmente. Resta però distinto il procedimento principale, nel quale sono ancora coinvolti diversi imputati.

04 Settembre 2026 | 08:46
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