Siracusa. Alzheimer, settembre accende i riflettori sulle famiglie: «In città serve una rete di assistenza più forte»

di Redazione

Il presidente del Comitato Consultivo dell’Asp Salvo Sorbello richiama l’attenzione sulla diagnosi precoce, sui servizi territoriali e sul sostegno a chi si prende cura dei malati

Settembre riporta al centro dell’attenzione una delle emergenze sociali e sanitarie che coinvolgono più da vicino la vita di migliaia di persone: le demenze, con la malattia di Alzheimer tra le forme più diffuse. Anche nel Siracusano, dove i casi sono alcune migliaia, il tema non può essere affrontato soltanto sul piano clinico. Ogni diagnosi, infatti, modifica profondamente l’equilibrio di una famiglia, imponendo nuove responsabilità, difficoltà organizzative e un impegno assistenziale spesso destinato a protrarsi nel tempo.

Il 21 settembre, in occasione della Giornata Mondiale dell’Alzheimer, l’attenzione si concentra sulla necessità di una maggiore consapevolezza. Ma, come sottolinea Salvo Sorbello, presidente del Comitato Consultivo dell’Asp di Siracusa, l’intero mese rappresenta un’opportunità per promuovere una corretta informazione e contrastare lo stigma. «Dietro ogni diagnosi c’è una persona, una famiglia, una comunità», osserva Sorbello, richiamando l’importanza di guardare alla malattia non soltanto attraverso i suoi effetti sul paziente, ma anche attraverso le conseguenze che produce sull’intero nucleo familiare. La quotidianità cambia, così come i rapporti affettivi, l’organizzazione del lavoro e la gestione della casa.

Diagnosi precoce e assistenza continuativa

Riconoscere tempestivamente i primi segnali della malattia resta un passaggio fondamentale. Una diagnosi precoce, infatti, può consentire di avviare prima i percorsi terapeutici e riabilitativi e di programmare con maggiore consapevolezza l’assistenza necessaria. Ma, secondo il presidente del Comitato Consultivo, non è sufficiente individuare la patologia: occorre garantire una presa in carico che prosegua nel tempo. Il modello auspicato è quello di una rete multidisciplinare, nella quale medici, servizi sociali e famiglie possano collaborare in modo coordinato. Un sistema capace di assicurare continuità assistenziale, accesso ai servizi diurni e domiciliari e informazioni chiare su diritti, esenzioni e agevolazioni.

«Servono centri diurni integrati in provincia»

Tra le priorità indicate da Sorbello figura il potenziamento dei servizi territoriali. In particolare, viene evidenziata la necessità di realizzare, nell’intera provincia, centri diurni integrati dotati di personale adeguatamente formato. Strutture di questo tipo potrebbero offrire un sostegno concreto sia alle persone con demenza sia ai loro familiari, consentendo a chi assiste di disporre di alcune ore per occuparsi della casa, dei figli o delle esigenze lavorative. Un aiuto che, in molti casi, può fare la differenza tra una gestione sostenibile e una situazione di crescente difficoltà. «Intendiamo sostenere l’azione dell’Asp per migliorare l’attuale situazione», afferma Sorbello, ribadendo la volontà di contribuire al rafforzamento dell’assistenza nel territorio siracusano.

Il peso della cura ricade soprattutto sui caregiver

Nella realtà quotidiana, infatti, gran parte del lavoro assistenziale continua a gravare sui familiari e sui caregiver. Persone che spesso affrontano il percorso senza una formazione specifica, con un impegno che può tradursi in stanchezza fisica, stress emotivo e difficoltà economiche e logistiche. Da qui la necessità di riconoscere che prendersi cura di chi cura deve diventare una priorità. Non soltanto attraverso prestazioni sanitarie, ma anche con servizi di sollievo, orientamento e accompagnamento capaci di sostenere le famiglie nel lungo periodo.

Il ruolo delle istituzioni e del terzo settore

Per Sorbello, una risposta efficace passa anche dalla collaborazione tra istituzioni locali e terzo settore. Le associazioni, in particolare, possono contribuire a colmare quei vuoti assistenziali che ancora oggi lasciano molte famiglie sole di fronte alla malattia. «Le istituzioni locali e il terzo settore, che è pronto a fare la propria parte, possono e devono fare anche nella nostra zona la differenza», conclude il presidente del Comitato Consultivo dell’Asp. L’obiettivo, dunque, è costruire una comunità più preparata ad affrontare le demenze, nella quale la persona malata non venga mai considerata soltanto attraverso la diagnosi e chi la assiste possa contare su una rete concreta di aiuto. Settembre, in questo senso, non deve essere soltanto un mese di sensibilizzazione, ma un’occasione per rilanciare l’impegno sul fronte dell’assistenza e della dignità delle famiglie.

04 Settembre 2026 | 07:50
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