Siracusa. Inda, un altro sovrintendente getta la spugna: il Comune chiede conto al sindaco

di Redazione

Dopo Calbi e Toldt, anche Pitteri lascia dopo appena 16 mesi. Il Pd: «Il consiglio comunale faccia chiarezza sulla governance dell'Istituto»

Non si placa la turbolenza ai vertici dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico. Da lunedì 17 agosto è ufficiale: Daniele Pitteri ha rassegnato le dimissioni da sovrintendente, ruolo che ricopriva da appena sedici mesi dopo la nomina arrivata a marzo 2025 per volontà del Ministero della Cultura. La notizia, circolata rapidamente tra gli addetti ai lavori e il mondo culturale siracusano, ha riacceso i riflettori su una crisi che si trascina da anni e che continua a mietere vittime illustri ai piani alti dell’ente teatrale.

La vicenda si inserisce infatti in una sequenza che si ripete quasi con cadenza regolare. Pitteri è il terzo sovrintendente a lasciare l’incarico in meno di quattro anni: prima di lui, a febbraio 2024, era stata Valeria Toldt a dimettersi, dopo essere stata insediata solo l’anno precedente; ancora prima, nel settembre 2022, era toccato ad Antonio Calbi, il cui addio era maturato in un clima di scontro aperto con il consiglio di amministrazione. Tre abbandoni in meno di quattro anni, a fronte di un mandato statutario che prevede una durata di quattro anni rinnovabili: un dato che, da solo, racconta quanto sia diventata difficile la convivenza tra chi guida artisticamente l’Istituto e gli altri organi di governo.

A puntare il dito sulla vicenda sono ora tre consiglieri comunali del Partito Democratico, Massimo Milazzo, Sara Zappulla e Angelo Greco, che ieri mattina hanno formalizzato una richiesta di convocazione del consiglio comunale di Siracusa. Nel mirino c’è il sindaco, chiamato in causa nella sua triplice veste istituzionale: primo cittadino, assessore ad interim alla Cultura e, non da ultimo, presidente del consiglio di amministrazione dell’INDA. I tre esponenti dem chiedono che il primo cittadino riferisca in aula sulle ragioni che hanno portato Pitteri a lasciare e, più in generale, sullo stato di salute della governance dell’Istituto.

Angelo Greco, Massimo Milazzo e Sara Zappulla

Nel documento depositato, i consiglieri sottolineano come dietro le dimissioni a ripetizione si intraveda un problema strutturale, non semplicemente una somma di episodi slegati tra loro. Secondo la loro ricostruzione, a logorare chi si è succeduto alla guida artistica dell’Istituto sarebbero incomprensioni e tensioni ricorrenti tra le prerogative del sovrintendente e quelle del consiglio di amministrazione, in particolare del consigliere delegato. Se lo statuto dell’ente presenta zone grigie su questo fronte, argomentano i tre consiglieri, sarebbe ormai indispensabile intervenire per ridefinire con chiarezza confini e competenze delle due cariche, invece di continuare a rinviare il problema.

Nella richiesta viene messa in discussione anche la capacità del sindaco di svolgere, da presidente del cda, un ruolo di mediazione politica tra gli organi dell’ente. Un compito che, scrivono i consiglieri, non sembra essere stato assolto con efficacia, complice probabilmente anche la sovrapposizione di ruoli – sindaco, assessore alla Cultura e presidente INDA – concentrati nella stessa persona.

Le conseguenze di questa instabilità, secondo Milazzo, Zappulla e Greco, non riguardano solo l’immagine dell’Istituto ma rischiano di incidere concretamente sulla sua attività. Un avvicendamento così frequente ai vertici, spiegano, mette a repentaglio la programmazione teatrale, artistica, scientifica e didattica che lo statuto affida proprio al sovrintendente. C’è poi un rischio di più lungo periodo: che le migliori professionalità del panorama culturale nazionale comincino a considerare l’incarico poco attrattivo, se non addirittura logorante, vista la rapidità con cui negli ultimi anni ha “bruciato” chi lo ha ricoperto.

Per questo il gruppo consiliare del Pd chiede che l’assemblea civica possa discutere apertamente della questione e valutare eventuali iniziative politiche a tutela del buon funzionamento dell’INDA, bene identitario per Siracusa e per l’intero panorama teatrale italiano legato alla tradizione della tragedia classica.

Resta ora da capire quali tempi avrà la convocazione del consiglio comunale e se il sindaco deciderà di anticipare chiarimenti prima del dibattito in aula. Intanto, negli ambienti vicini all’Istituto, cresce l’attesa per capire chi potrà essere chiamato a raccogliere un’eredità sempre più scomoda: quella di guidare l’INDA in un contesto di governance che, a detta di molti, avrebbe ormai bisogno di una riforma strutturale più che di un nuovo nome alla sovrintendenza.

19 Agosto 2026 | 09:49
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