Siracusa. Scene da incubo in ospedale, paziente ‘trattato come un animale’ e costretto a fuggire dal PS: esposto in Procura

di Anthony Maria Bianca

Esplode l'ennesimo caso di malasanità a Siracusa, tra insulti e attese infinite la denuncia choc: "Sembrava un lager, non un luogo di cura". Per tutelare il diritto alla salute e alla dignità, chiesto l'intervento urgente del Ministero della Sanità

In foto: Pronto Soccorso dell'Umberto I a Siracusa

Non è un caso isolato, ma l’ennesima denuncia sulle criticità del Pronto Soccorso dell’Ospedale Umberto I di Siracusa. Questa volta a sollevare il problema è un docente in pensione che, secondo il suo racconto, sarebbe stato costretto ad abbandonare il reparto di emergenza per la mancanza di posti letto in Ortopedia.

Una vicenda che riaccende i riflettori sulle condizioni del nosocomio siracusano e che ha portato alla presentazione di un esposto alla Procura della Repubblica.

Il racconto: “Scene inaccettabili, mi sono sentito trattato come un animale”

Trasportato in ospedale dal 118 a causa di un forte dolore alla spalla, il pensionato ha riferito di aver assistito a una serie di episodi che lo avrebbero profondamente segnato. A La Sicilia ha raccontato un quadro drammatico: pazienti lasciati per ore sulle barelle, persone in lacrime, urla di dolore, personale sanitario evidente­mente sovraccarico e impossibilitato a garantire un’assistenza rapida.

Ma il momento più umiliante, secondo la sua testimonianza, sarebbe stato l’atteggiamento di un infermiere che, con tono sarcastico, lo avrebbe allontanato dicendo che “il veterinario era andato via”. Una frase che lo ha portato a dichiarare di essersi sentito “trattato come un animale”.

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L’esposto in Procura: “Frasi indegne, si accertino eventuali responsabilità penali”

L’episodio ha spinto il Codacons, attraverso il vicepresidente regionale avvocato Bruno Messina, a presentare un esposto in Procura per verificare se possano configurarsi ipotesi di rifiuto di atti d’ufficio.

“Siamo di fronte all’ennesimo episodio che coinvolge il Pronto Soccorso dell’Ospedale Umberto I – afferma Messina –. Qui non parliamo solo di ritardi o disservizi: un paziente non ha ricevuto cure adeguate in tempi ragionevoli ed è stato persino umiliato con frasi indegne, che ricordano più un lager che un luogo di cura. La sanità pubblica non può essere ridotta a questo stato e i cittadini non possono essere trattati in questo modo.”

Il Codacons chiede alla Procura di accertare eventuali responsabilità penali, valutando anche la condotta dell’infermiere coinvolto. Un intervento ritenuto necessario, sostiene Messina, per tutelare “il diritto alla salute e alla dignità”, principi che non possono essere calpestati.

“Problema strutturale, non più un’eccezione”: appello al Ministero della Salute

Lo stesso pensionato ha denunciato che il caos vissuto in Pronto Soccorso sarebbe il risultato dei tagli imposti dalla politica regionale, sottolineando che ormai non si può più parlare di episodi isolati ma di un problema strutturale.

Una valutazione condivisa dal Codacons, che chiede al Ministero della Salute un intervento urgente: “Ecco perché – continua Messina – chiediamo l’invio immediato di ispettori ministeriali per verificare le condizioni operative e organizzative del Pronto Soccorso. La carenza di risorse, di posti letto e persino di umanità non può diventare la normalità”.

Il Codacons invita tutti i cittadini che abbiano subìto disservizi sanitari a segnalarlo tramite lo Sportello SOS Sanità dell’associazione, sottolineando che solo attraverso la raccolta sistematica delle testimonianze sarà possibile dare forza alle richieste di intervento.

di Anthony Maria Bianca 09 Dicembre 2025 | 12:13
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