Siracusa non ha mai smesso di stupire, purtroppo quasi sempre in negativo. La politica siracusana e non solo rasenta la sporcizia umana. Gli avvenimenti delle scorse settimane sono state l’ennesimo capitolo di un copione già visto: malaffare, politica che si confonde con gli affari, connivenze, silenzi imbarazzanti e cittadini che osservano come spettatori rassegnati.
A Melilli, il sindaco e deputato regionale Giuseppe Carta è finito sotto inchiesta per il progetto dell’impianto di Trattamento Meccanico Biologico (TMB), finanziato con fondi FSC 2021-2027. Il motivo? I terreni su cui dovrebbe sorgere l’opera sarebbero di proprietà di suoi familiari. Sullo sfondo, le ombre pesanti della gestione di Melilli Servizi S.r.l. (MESER): atti nascosti, documenti incongruenti, gestione pubblica piegata ad interessi privati. Un quadro inquietante, che non può essere liquidato come un incidente di percorso in attesa del giudizio definitivo, fermo restando la responsabilità politica.
Non lontano, si è abbattuta la bufera giudiziaria sulla maxi truffa del gruppo Onda, quasi 6 milioni di euro spariti tra bancarotta, autoriciclaggio e reati fiscali, almeno secondo l’accusa. Tra gli indagati spicca l’ex assessore comunale Fabio Granata. Ancora una volta, la politica si mescola all’affarismo senza alcuna remora. Qui non si parla di leggerezze: si parla di crimine organizzato e sistematico.
E poi c’è il fantasma del “Sistema Siracusa”, con le condanne e le prescrizioni del processo di appello che hanno squarciato il velo sul marciume della corruzione giudiziaria. Il magistrato Giuseppe Mineo, l’avvocato Alessandro Ferraro, l’ex senatore Denis Verdini, il giornalista Giuseppe Guastella: tutti protagonisti di un intreccio letale tra politica, imprese e toghe deviate, che ha favorito interessi imprenditoriali come quelli del gruppo Frontino, aggredito l’ambiente con discariche come Cisma e tentato di cementificare il pianoro dell’Epipoli.
Ma Siracusa non soffre solo di grandi scandali. Anche il cuore civico di Palazzo Vermexio mostra crepe profonde. Il sindaco Francesco Italia è stato più volte indagato nel 2016: dal mancato diserbo del monumento ai Caduti di piazza della Vittoria, dove giacciono i resti archeologici del tempio di Demetra e Kore soffocati da sterpaglie; nel 2022 la gestione del Centro raccolta Arenaura, al quale veniva contestato di avere firmato un’autorizzazione all’apertura del Ccr (centro comunale di raccolta, ndr) senza ne avesse i requisiti. Per finire nel 2024 scoppia la vicenda Apecalessini, per presunto voto di scambio, la Procura aveva aperto un’inchiesta al momento a carico di ignoti.
Tutto superficiale. Tutto opaco. Qui passa la sporcizia umana, fatta di trascuratezza, menefreghismo e arroganza. Insomma il concetto di impunità per chi detiene il potere mentre il cittadino comune paga subito per qualsiasi infrazione o errore. È un contrasto morale e sociale devastante, che rafforza il senso di ingiustizia e il degrado civico.
E intanto chi dovrebbe vigilare tace. Dove sono i deputati regionali e nazionali? Dove il sindaco Italia, presente nelle cerimonie ma assente quando serve coraggio e decisione? E soprattutto, dove sono i cittadini? Perché se un pezzo della popolazione continua a voltarsi dall’altra parte, il “sistema” si rigenera, cambia nomi ma non sostanza.
Siracusa ha bisogno di elettori con coscienza pulita, vigili, pronti a scegliere legalità e trasparenza. Non basta indignarsi un giorno. Non basta commentare sui social. Serve coraggio. Serve partecipazione. Serve dire basta. Perché se il silenzio continua, Siracusa resterà ostaggio di interessi privati, affari loschi e politicanti di professione. Il tempo del “tanto non cambia niente” è finito. Serve una ribellione civile. Una presa di coscienza collettiva.
La città deve svegliarsi. Deve urlare contro corruzione, sprechi e superficialità. Deve reclamare rispetto per l’ambiente, per la storia, per il patrimonio culturale. Deve esigere che chi governa pensi al bene comune, non ai propri interessi. Siracusa non può più permettersi di sopravvivere in silenzio. O cambiamo ora, o rischiamo di vedere questa città soffocare definitivamente tra malaffare, politica inetta, cittadini assopiti… e la sporcizia umana che passa da qui. È tempo di legalità. È tempo di coscienza. È tempo di Siracusa.
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