Un testimone punta l’indice contro Rita Frontino: «Era lei a gestire e dare le direttive per la costruzione del centro commerciale». A parlare è un ingegnere il quale lo ha riferito in tribunale, nell’aula della Corte di Assise. Il tecnico ha preso parte ai lavori per la realizzazione della struttura di viale Epipoli, al centro del processo per bancarotta e truffa che vede imputata l’imprenditrice Rita Frontino, Davide Venezia, Alfredo Sapienza, entrambi amministratori societari, e Rosa Gibilisco, rappresentante legale di una azienda. Il professionista, che si è occupato di sistemi elettrici ed antincendio, nel corso della sua testimonianza, ha spiegato di aver ricevuto solo una parte del compenso, circa 48 mila euro e di aver fatto successivamente causa al gruppo Frontino.
Un troncone dell’inchiesta della Procura, infatti, riguarda le cosiddette truffe contrattuali «finalizzate – spiegano dalla Procura e dalla Finanza – a consentire al «gruppo imprenditoriale Frontino» di edificare il centro commerciale «Fiera del Sud» eludendo fraudolentemente i debiti contratti nei confronti dei subappaltatori che avevano realizzato le diverse opere infrastrutturali».
Il teste è stato sottoposto alle domande dei pm Salvtore Grillo e Davide Lucignani, ha assicurato inoltre il ruolo dominante di Rita Frontino. Un passaggio fondamentale per la pubblica accusa che ritiene l’imprenditrice il vero cervello di quelle presunte condotte illecite finite sotto la lente d’ingrandimento del processo.
L’ingegnere ha riferito che «per le fatture mi rivolgevo a Rita Frontino che comandava la struttura ed era lei a dare disposizione a tutti». Una ricostruzione contestata dalla difesa dell’imprenditrice, rappresentata dall’avvocato Mario Fiaccavento, che ha provato a rappresentare l’inattendibilità del professionista in quanto la sua testimonianza contro l’imputata sarebbe tendenziosa in quanto ci sarebbe del contenzioso società «Fiera del Sud».
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