I pm della Procura di Siracusa, settimane addietro, al termine della loro requisitoria, hanno chiesto ai giudici della Corte di Assise la condanna all’ergastolo per Adriano Rossitto, 40 anni, lentinese, titolare di un’agenzia di pompe funebri, accusato di tre omicidi.
Adesso arriva la conferma della Corte d’Assise, che ha validato le argomentazioni fornite dai Pm Maria Chiara Vedova e Salvatore grillo in fase di requisitoria: per il lentinese Adriano Rossitto, giunge la condanna all’ergastolo per tutti e tre i delitti di cui era stato accusato.
A nulla sono valse le azioni giuridiche del legale difensore, Giuseppe Cristiano, al fine di disarticolare le accuse a carico del suo assistito con l’intento di scagionare il Rossitto.
Gli omicidi
Il soggetto è ritenuto responsabile della morte di Lucia Marino, 56 anni, e Francesca Oliva, 80 anni, madre e figlia, trovate cadavere a distanza di pochi giorni l’una dall’altra nel luglio del 2021.

La prima vittima venne rinvenuta nella sua abitazione, l’altra in una garage, dentro una bara, avvolta in una pellicola di plastica: a quanto pare, entrambe le donne furono uccise a mani nude dal presunto omicida come emerso al termine delle autopsie.
La morte del bancario
Lo stesso 40enne è stato l’artefice dell’omicidio di Francesco Di Pietro, un bancario in pensione ritrovato cadavere nell’agosto 2019 in contrada Ciricò di Carlentini all’interno di una body bag.

Era un uomo alquanto metodico e abitudinario, che frequentava assiduamente l’agenzia di onoranze funebri “Gardenia”, sita in via Garibaldi a Lentini, gestita da Adriano Rossitto, ove peraltro aveva allacciato rapporti sia con quest’ultimo che con altri soggetti anch’essi frequentatori dell’agenzia e coi quali era solito trascorrere buona parte della sua giornata.
Attraverso i filmati delle telecamere si scoprì che Di Pietro la mattina del 21 agosto, era uscito di casa e alla guida della sua Fiat Tipo si diresse verso il centro storico di Lentini.
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