Siracusa. Vita, ma quale vita in città

di Giuseppe Bianca

La democrazia liquida è un modo di esercizio della democrazia nella quale i cittadini possono decidere in che forma esercitare il proprio potere politico di suicidio

I Siracusani non vivono, noi non viviamo, signori miei; noi ci costruiamo, ci caliamo in una forma, prendiamo una maschera (involontariamente magari – badiamo – involontariamente), oppure sono gli altri a imporcela, ma si, e noi involontariamente non ce ne accorgiamo.

Prigionieri, prigionieri signori miei, prigionieri di questa società, quello che abbiamo fatto e di quello che gli altri hanno fatto, e delle conseguenze di quello che noi abbiamo fatto e di quello che gli altri hanno fatto, dei loro costumi, della nostra fortuna, della nostra e altrui mentalità.

Qualcuno afferma, ogni forma è morte e chi la raggiunge comincia a morire, benché non si riconosca per morto e creda di essere vivo, e tanto più figurarsi!

Sarà morto una volta che si sia conosciuto, una volta che il destino burlone gli avrà strappato… che cosa?… ma la maschera, Santo Dio, la maschera, e gli abbia mostrato allo specchio quello che veramente è, la sua realtà. Realtà falsa di oggi, del resto, che può riscoprirglisi falsa anche domani.

…La falsità della società odierna che ti consegna, incapace, come sei, di lottare, al tedio della vita, la lenta agonia che prelude la morte di una società. Vacillando, fino ad estinguersi, i valori elementari dell’esistenza che i greci ci hanno consegnato, anche la ‘pace dell’aldilà’ diventava un’astrazione.

Non si possono disconoscere le opinioni autorevoli in libertà che su facebook si scatenano senza finzioni e condizionamenti alcuno, che riportiamo come accadimenti.
«Non abbiamo classe dirigente a Siracusa e non si profila un buon futuro. Anzi. Il fronte progressista che alle Comunali ha raccolto quasi il 20 per cento dei consensi non è restato compatto nel ballottaggio nonostante la volontà del candidato sindaco Renata Giunta e dell’attuale commissario Antonio Nicita di costruire su questo 20 per cento il rilancio della sinistra a Siracusa. Il deputato Spada e Carianni hanno preferito concludere il lavoro che avevano cominciato da tempo e sono andati insieme ai loro seguaci con Francesco Italia. Come anche Paolo Amenta e Giuseppe Carta. Ma c’è di peggio nel centro destra, commissariato a ripetizione dal presidente Schifani e dal capo Mpa, Raffaele Lombardo. Ma partiamo dal principio.

La coalizione di centro destra a Siracusa ha fatto la fine della linea Maginot, è crollata al primo colpo di cannone. Intanto la scellerata scelta iniziale dei dirigenti locali che con una buona dose di arroganza hanno snobbato e ritardato l’indicazione del candidato sindaco. Dopo si sono messi nelle mani di Schifani e così per la prima volta un governatore ha indicato il candidato sindaco di Siracusa, una sciocchezza dal punto di vista politico e una distrazione di chi distratto non doveva essere, distrazione poi pagata a caro prezzo.

In ogni caso scelto il candidato la “distrazione” è restata. I primi a dire che non potevano garantire che non ci fossero stati voti disgiunti per il sindaco sono stati gli autonomisti che quindi hanno messo le mani avanti sui comportamenti e sul voto anche di loro candidati al Consiglio comunale. Insomma, in teoria si parlava di coalizione di centro destra compatta, ma in pratica gli Autonomisti hanno fatto un po’ quel che hanno voluto e hanno rispettato gli impegni presi per loro conto dal sindaco Carta, ovviamente a favore del sindaco Italia con cui hanno da tempo avevano un asse legato all’Ati. Nel ballottaggio il centro destra va in tilt: il Mpa ratifica l’accordo con Italia anche con un incontro di quasi due ore fra Carta e Bandiera, ex assessore e deputato di Fi passato anche lui con Italia che è confluito politicamente con il messinese Cateno De Luca (ognuno di noi compie una scelta, giusta o sbagliata che sia, sarà il tempo a dare il responso oppure avere rimpianti). I cittadini analizzano i comportamenti.

Comunque FdI e Fi non sono molto bravi a guidare un’armata traballante e anch’essa distratta, lasciando addirittura nelle grinfie di Italia gran parte della comunicazione locale, anche qui distrattamente. Il risultato è che il sindaco uscente pesca a piene mani nel centro destra e viene rieletto con soli 22mila voti (17mila per Messina) su 102mila votanti. Risultato modesto viste le partecipazioni allo stesso di Mpa, Pd, Bandiera e altri piccoli gruppi. Ma il risultato è senz’altro eclatante per l’esito finale.

La notizia buona per l’armata poggiata su un tavolo con due piedi dovrebbe essere quella che il centro destra ottiene 20 consiglieri su 32, ma anche qui Lombardo con il suo Mpa non intende fare sconti, anzi si mobilitata per avere la presidenza del civico consesso, come da accordi iniziali.

Cioè se il centro destra vinceva e Messina era sindaco, al Mpa sarebbe toccata la direzione del Consiglio. Ma così non è stato. Messina ha perso, anche per colpe del Mpa e lo stesso Mpa nega quello che aveva detto prima del voto: ci saranno molti voti disgiunti e non possiamo in questo senso garantire Messina.

E incredibilmente un tale sindaco di Adrano interviene come referente regionale Mpa per ottenere questa presidenza. Ancora da Palermo prevaricano anche per un fatto localissimo come la presidenza del Consiglio comunale. Insomma, Siracusa per dirla con chiarezza non ha dirigenti di centro destra con gli attributi capaci di dire prima al governatore e poi a un sindaco di Adrano di non mischiarsi con le nostre elezioni comunali. Sono distratti. Magari Italia/Lombardo/Carta avevano pensano ad una presidenza Ati a Peppe Assenza e Cannata/Gennuso hanno pensano ad una presidenza della Provincia per Titti Bufardeci.

Giochi di potere gestiti in maniera cinica, senza tenere in nessun conto di Siracusa e dell’intero territorio provinciale. Nel frattempo, il capoluogo continua a perdere pezzi. La gestione dei rifiuti, l’autorità portuale, un nuovo piano regolatore che disegni il nuovo progetto di città e di sviluppo? Il PPO.

A queste ed altre cose magari ci penseranno i commissari di Schifani e degli alleati. Dimenticavamo, ci hanno tolto anche la camera di commercio. Siracusa dovrebbe essere difesa e tutelata dal senatore Antonio Nicita e dai deputati regionali e nazionali, che soffrono di provincialismo: Auteri, Carta, Gennuso, Spada e Cannata… Dovrebbe».

Vita, ma quale qualità della vita a Siracusa? Sole24Ore docet.
Potremmo dire che la vita acquista il suo senso soltanto nei momenti in cui rischiamo di perderci, in cui ci è necessario racimolare le nostre forze per riattaccarci all’amore per la nostra città e non precipitare nell’annientamento e su questo i siracusani hanno molta responsabilità.

Lasciamo ai posteri il giudizio sulle scelte di questa amministrazione su: piste ciclabili, restrizioni stradali in ogni dove, riqualificazioni di aree urbane senza nessuna spiegazione e/o consultazione con i cittadini, ponte ciclabile, ascensore villetta Aretusa, lavori vari, scelte turistiche.
La politica liquida nel mondo odierno, la comunicazione politica multiforme, che si adegua ai continui cambiamenti della società. La democrazia liquida è un modo di esercizio della democrazia nella quale i cittadini possono decidere in che forma esercitare il proprio potere politico di suicidio.

di Giuseppe Bianca 22 Gennaio 2024 | 09:52
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